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E meno dell’1% del gettito arriva da imposte su specifici inquinanti o risorse naturali

Altro che fisco verde: in Italia solo l'1% delle tasse ambientali serve a proteggere l'ambiente

«La fiscalità ambientale è poco coerente e necessiterebbe di una riforma». A dirlo è il governo
 |  Green economy

La fiscalità ambientale può essere utilizzata per intervenire direttamente a favore del Capitale Naturale, tassando gli utilizzi delle risorse naturali e i fattori di pressione più importanti, e riutilizzando il gettito per finanziare gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione, ripristino, gestione e valorizzazione del Capitale Naturale. Come noto, tuttavia, l’attuale quadro della fiscalità ambientale vigente in Italia, monitorato annualmente dall’Istat, è poco coerente e necessiterebbe di una riforma secondo più razionali e trasparenti criteri, sia dal lato dell’imposizione fiscale che per quanto concerne il riutilizzo del gettito per esigenze di spesa pubblica.

Infatti, solo l’1% del gettito delle imposte ambientali (578 su 55.722 Mln € nel 2015) è soggetto ad un vincolo di destinazione riguardante il finanziamento delle spese per la protezione dell’ambiente. Inoltre, l’82% circa del gettito è costituito da imposte (prevalentemente accise) sui prodotti energetici, con livelli differenziati di imposta non riconducibili al contenuto energetico (ad es. potere calorifico inferiore) o ad indicatori di impatto ambientale del prodotto (emissioni, costi esterni, etc.), il 17% da imposte sui veicoli di trasporto (bollo auto, assicurazione per RCA, etc.) e meno dell’1% da imposte su specifici inquinanti o risorse naturali.

È soprattutto a quest’ultima categoria che dovrebbe puntare una riforma della fiscalità ambientale orientata ad una maggior tutela del Capitale Naturale: possibili esempi su cui sviluppare l’attività di ricerca riguardano possibili imposte sul consumo di suolo “naturale”, sui prelievi idrici da corpi superficiali e sotterranei, sull’estrazione di materie prime, su emissioni che sono causa prima di impatti  su servizi ecosistemici (ad esempio, emissioni di NOx per i fenomeni di eutrofizzazione, emissioni di SO2 per i fenomeni di acidificazione).

di Comitato per il capitale naturale*

*Questo testo è un estratto del primo Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia, pubblicato dal ministero dell’Ambiente

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.