[18/09/2009] News toscana

Bloccata dai detriti di marmo la strada fra Carrara e Colonnata

LIVORNO. Come accade ormai dopo ogni pioggia di una certa intensità, la via per i Canaloni a Colonnata è nuovamente impraticabile. Già in prossimità dell'innesto di via della Fontana, che sale al paese, la sede stradale è stata invasa da detriti di marmo e un'auto, slittata sui detriti è rimasta danneggiata.

La segnalazione arriva da Legambiente Carrara che non è affatto stupita: «l'amministrazione comunale consente alle cave di sbarazzarsi dei detriti scaricandoli sulle scarpate delle vie d'arroccamento; così ad ogni pioggia le terre accumulate sulle scarpate si fluidificano formando torrenti di fango che, trascinando detriti di marmo, precipitano a valle colmando gli alvei e invadendo le strade. Ne deriva la necessità di intervenire per ripristinare la viabilità».
Per prevenire il problema secondo l'associazione ambientalista basterebbe un minimo di civiltà e di legalità, «imponendo alle cave di smaltire i loro rifiuti, esattamente come fanno tutte le altre aziende, dalla grande azienda metalmeccanica alla più piccola larderia».

Nell'attesa che il Comune intervenga, basterebbero comunque modesti interventi, quali lo svuotamento dei "pozzi" (le numerose vasche scavate negli alvei, oggi tutte colmate), in modo che possano intercettare e trattenere i detriti prima che invadano le strade. Così come baste-rebbe rimuovere quegli ostacoli che sembrano messi intenzionalmente per invitare le colate di fango e detriti ad invadere la strada, anziché a raccogliersi nelle apposite canalette di scolo.

«Chiediamo perciò al Comune - prosegue il comunicato di Legambiente - come intervento immediato, il ripristino della viabilità e delle opere accessorie (svuotamento delle vasche in alveo e rimozione degli ostacoli al corretto convogliamento delle acque), ponendo naturalmente i costi a carico delle cave anziché dei cittadini. Chiediamo inoltre, come intervento risolutivo, di revocare alle cave il trattamento di favore che consente loro di scaricare sui cittadini i costi di smaltimento dei rifiuti».

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