
[06/10/2009] News toscana
FIRENZE. Differenziare non è riciclare. Parlando di rifiuti e differenziata non si può non citare il fatto che, in assenza di una completa chiusura della filiera del riciclo (che dai rifiuti differenziati porti cioè alla disponibilità di materie prime seconde e/o di manufatti in materiale riciclato, oltre che ad un effettivo accesso al mercato di queste materie e di questi manufatti), ogni aumento della Rd in questo o in quel comune aumenta semplicemente la vanificazione dell' impegno quotidiano profuso dai cittadini e dalle aziende per differenziare i rifiuti.
Parlando di rifiuti e Rd non si può non citare il fatto che, se non si costruiscono gli impianti necessari per trattare la materia e l'energia, si continuerà a versare acqua in un secchio forato, con la triste aggiunta del fatto che sotto il buco in fondo al secchio ci sono gli stessi cittadini che hanno faticosamente differenziato i rifiuti, e che se li vedono in pratica ricadere addosso.
Parlando di rifiuti e Rd non si può non specificare ad ogni piè sospinto che concentrarsi sui rifiuti urbani, e sorvolare su quelli speciali che sono molti di più (circa 4 volte, in media) è semplicemente assurdo, e allontana da una reale percezione del problema.
Sono, queste citate, tutte parole che spesso, troppo spesso, non vengono dette, in fase di discussione su rifiuti e Rd. E invece oggi, alla presentazione dei dati 2008 da parte dell'assessore all'ambiente della regione, Anna Rita Bramerini, sono state dette e ripetute a chiare lettere.
Progresso che, peraltro, si evidenzia anche nei dati della differenziata negli Ato e nei comuni toscani, dati che indicano che per la prima volta, dal 2003, il valore medio della differenziata in Toscana è cresciuto: dal 33,5% circa che per sei anni era rimasto il dato medio regionale siamo passati, nel 2008, al 36,58%. In termini di realtà locali il record regionale va a Montespertoli (Fi), con l'86,52% di Rd, seguita da Capannori (Lu, 69,18%) e Porcari (Lu, 62,90%). La maglia nera va invece a Marliana (Pt), che si attesta su un non invidiabile 7,39%, ma vanno segnalate anche le prestazioni negative di alcuni comuni elbani, come Marciana (8,36%), Capoliveri e Rio nell'Elba (entrambe 9,65%).
Va ricordato, comunque, che l'obiettivo assegnato alla Toscana per il 2008 era del 45% di Rd, ma comunque, come ricorda la stessa Bramerini, «il dato non è banale perché più veritiero, la Regione Toscana ha un sistema di validazione che nessun altra regione ha», e può essere motivato «da una parte dall' "effetto-Campania", dall'altra parte dai sostegni che la regione ha dato agli Ato per la differenziata e per le isole ecologiche». Il prossimo passo che la Regione intende intraprendere è «cominciare a finanziare gli Ato anche per realizzare gli impianti di supporto alle Rd» poiché «il nocciolo della questione è avviare le materie al mercato del riuso come materie prime seconde».
Sono stati quindi citati la necessità di «aprire un tavolo coi consorzi obbligatori, in particolare per la plastica e il compost» perché, come noto, il riuso della carta è più florido, «anche grazie alla Cina». La prospettiva deve essere, secondo Bramerini, quella di «dar modo ai cittadini di vedere concretamente gli oggetti prodotti dai loro rifiuti e i frutti del loro impegno per differenziare: l'obiettivo quindi è far rimanere in Toscana ciò che viene differenziato in regione, in tutto o in parte». Tra le linee di intervento sono citati anche il sostegno all'aggregazione («anche grazie alla lr 61/2007») e, come detto, «interventi per gli impianti di sostegno alla Rd». Obiettivo da perseguire è anche ar evolvere il «sistema di tariffazione puntuale e premiante», ma questo è un «compito che competerà agli Ato, una volta che sarà individuato il gestore unico».
Bramerini, nel citare l'ulteriore dato positivo che concerne la riduzione della produzione di rifiuti urbani pro-capite (da 693 kg/ab del 2007 siamo scesi a 684 nel 2008, anche se la produzione totale è scesa di meno, cioè solo dello 0,4% attestandosi a 2.540.588 tonnellate), ha giustamente evidenziato il dato di Siena, che a livello di Ato è l'unica ad aver superato la soglia del 45%, con il 45,43, seguita da Lucca (43,05) e Prato (43,02) in una classifica che vede agli ultimi posti Grosseto (28%) e Massa Carrara (26,15). Il dato di Siena, come detto, è particolarmente significativo, perché, come ha sostenuto l'assessore «la provincia di Siena è fornita di tutti gli impianti necessari - compreso il termovalorizzatore di Poggibonsi, inaugurato un anno fa nella sua rivisitazione - e questo dimostra che Rd e recupero di energia possono coesistere», mentre spesso le due cose sono messe su piatti opposti della bilancia.
Bramerini ha concluso poi con un appello al Governo nazionale perché intervenga sulla materia, «poiché la direttiva Ue entrata in vigore a ottobre 2008 impone agli stati membri di adottare il Piano di gestione dei rifiuti entro dicembre 2010, ed è da evitare che le regioni - com'è avvenuto in altri casi - vengano convocate all'ultimo minuto: il Governo deve agire per tempo».