[07/10/2009] News toscana

Navi dei veleni, audizione in consiglio regionale

FIRENZE. Audizione oggi in Consiglio regionale convocata dalla Commissioni consiliari ambiente e territorio e Sanità sul tema scottante delle cosiddette navi dei veleni. «Il caso dell'affondamento di almeno 30 navi dei veleni nel Mediterraneo - ha dichiarato Erasmo D'Angelis (Pd)  presidente della Commissione ambiente- almeno una al largo della costa livornese, stando alle rivelazioni del pentito Francesco Fonti, deve essere chiarito nel più breve tempo possibile per fugare qualsiasi sospetto ed evitare ogni allarmismo. Allo stesso tempo, tecnologie e risorse adeguate devono essere messe a disposizione dal Governo perché non possiamo accettare che nei nostri mari ci possa essere il solo sospetto di smaltimento di sostanze altamente tossiche ed inquinanti».

Vuole invece allargare il fronte di approfondimento il presidente della commissione Sanità Fabio Roggiolani (Verdi): «La vicenda nave dei veleni deve essere l'occasione per guardare e affrontare a tutto tondo le problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti industriali che sono 7.5 milioni di tonnellate l'anno nella sola Toscana, e l'inquinamento dell'ecosistema marino. Occorre spingere su semplificazione e tracciabilità dei rifiuti e avviare una collaborazione con tutti i soggetti coinvolti».

Le due commissioni in modo congiunto hanno proposto di trasformare i pescatori in una rete di potenziali ‘vedette' del mare, dato che nel corso della loro attività, spesso rinvengono rifiuti di ogni genere e quindi possono dare un contributo per conoscerne provenienza e tipologia.

La Regione Toscana per voce dell'assessore all'Ambiente Anna Rita Bramerini, tende a rassicurare: «acqua e prodotti pescati, non presentano alcuna anomalia. Sgombriamo ogni dubbio e ogni allarmismo in questo senso» ma l'assessore ha garantito che si attiverà presso la procura di Livorno per «capire quale contributo utile possiamo dare. Stiamo affrontando una situazione straordinaria, occorre muoversi ognuno secondo le proprie competenze per non rischiare di creare confusione e complicare il quadro di indagini tutt'ora in corso». Bramerini si è poi soffermata sulle criticità del sistema: «oltre la denuncia, è necessario lavorare per un'impiantistica che oggi è insufficiente. L'Italia esporta il 90 per cento di rifiuti speciali che produce con costi altissimi. In Toscana si fatica a trovare siti per impianti per smaltire rifiuti industriali. La politica tutta e le istituzioni, devono affrontare il problema perché più rifiuti viaggiano, più si riduce la capacità di controllo».

Molti anche gli interventi tecnici. Il direttore marittimo della Toscana l'ammiraglio Ilarione Dell'Anna ha informato che a partire dalla seconda metà di ottobre saranno effettuate ricerche mirate sui fondali, «ma abbiamo bisogno di aiuto: sono necessarie risorse economiche adeguate. Siamo dotati di un'unità scientifica equipaggiata di strumenti idonei, una motovedetta provvista di un sonar agganciato allo scafo in grado di riprodurre immagini del fondale fino a 300 metri. Non siamo in grado di andare oltre a quella distanza per questo è necessario un supporto al nostro lavoro, che, diversamente, potrebbe risultare vano». Sulla necessità di svolgere una corretta indagine ecotossica per individuare elementi potenzialmente pericolosi per la fauna e quindi per l'uomo è intervenuto Silvano Focardi, professore di ecologia e rettore dell'Università di Siena e Sonia Cantoni direttrice dell'Arpat metterà a disposizione l'agenzia, che è in possesso di moltissimi dati pregressi (risalenti addirittura agli anni '70) su vari parametri riguardanti la qualità delle acque marine. Tutti gli altri intervenuti, Corpo forestale dello Stato, Parco nazionale dell'Arcipelago, hanno ribadito la necessità di fare squadra e creare un coordinamento.

L'opposizione in Consiglio su questo tema non ha espresso posizioni sostanzialmente divergenti. Solo il presidente della commissione speciale sul ciclo dei rifiuti, Paolo Marcheschi (Fi-Pdl) replicando a Bramerini ha dichiarato: «Deficit di impianti? L'assessore dice il giusto ma la mancanza di risultati efficaci riscontrabili da un aumento scarso della raccolta differenziata, la pressoché inesistenza di un mercato del riciclo e del riuso, l'aumento dei costi, in Toscana sono la conseguenza di politiche decennali sbagliate».

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