[09/10/2009] News
GROSSETO. Il premio Nobel per la pace al presidente Usa Barack Obama ha sortito una messe di reazioni, che vanno dall'incredulità allo scetticismo alla piena e completa approvazione per la scelta fatta dalla commissione norvegese.
Visto da molti più come un incoraggiamento a fare piuttosto che un riconoscimento a ciò che è stato fatto, in tanti altri hanno accolto invece questo riconoscimento come un segnale di speranza per un reale cambiamento.
Dura reazione da parte dei Talebani in Afghanistan che hanno condannato l'assegnazione del premio Nobel a Barak Obama, mentre il presidente afgano Hamid Karzai lo ha invece definito la «persona giusta» per il Nobel per la pace..
Anche l'Iran accoglie la notizia con una discreta apertura : «Speriamo che questo gli dia l'incentivo a percorrere il cammino che porti giustizia all'ordine mondiale - ha detto il consigliere del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, Ali Akabr Javanfekr - non siamo delusi e speriamo che ricevendo questo premio egli cominci ad adottare iniziative pratiche per eliminare le ingiustizie dal mondo».
Nel segno delle relative diverse aspettative sono anche le prime reazioni entrambe positive giunte da Israele e dallo Stato palestinese. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha detto che il suo Paese «sostiene in pieno la iniziativa di pace di Obama» e si augura che essa giunga a buon termine «anche alla luce del riconoscimento appena conferitogli». E l'Autorità nazionale palestinese nel congratularsi con Barack Obama per il Nobel per la pace, sottolinea la speranza «che questo dia al presidente Obama una motivazione aggiuntiva per lavorare ancora più duramente per la pace nella nostra regione» e aggiunge che «questo premio gli dà una responsabilità ulteriore per lavorare per la pace nel mondo».
In Europa il presidente della Commissione Ue lo legge come uno sprone : «E'un incoraggiamento ad impegnarsi per tutti coloro che possono contribuire a raggiungere un mondo più sicuro» ha dichiarato José Manuel Barroso, che nel messaggio di congratulazioni inviato ad Obama, afferma che il premio Nobel assegnatogli oggi rappresenta «un tributo al suo impegno a favore della pace e del progresso dell'umanità» e anche «il riconoscimento della aspettative create dalla sua determinazione a lavorare con i partner degli Usa per definire risposte globali alle sfide mondiali».
Silvio Berslusconi ha annunciato che il consiglio dei ministri che era in corso di svolgimento quando è arrivata la notizia gli ha «tributato un applauso convinto» e ha sottolineato che il fatto che il Nobel sia andato a un presidente in carica lo spingerà a tenere «un comportamento ecumenico nei confronti di tutti».
Mentre è stato molto più caldo il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha espresso la sua «grandissima gioia» in un messaggio indirizzato a Barack Obama.
C'è anche chi l'ha definita una scelta affrettata e tra questi il premio Nobel per la pace 1983, l'ex presidente polacco Lech Walesa che non ha nascosto il suo stupore: «Chi? Obama? Così presto? Troppo presto! Non ha avuto tempo di fare alcunché. Per il momento ha solo fatto delle proposte» e ha interpretato la scelta della Commissione come un incoraggiamento ad un'azione responsabile.«Allora diamogli una chance, a Obama», ha aggiunto lo storico leader di Solidarnosc.
Al contrario un altro premio Nobel per la pace, Mikhail Gorbaciov che lo ha ottenuto nel 1990, applaude senza riserve: «sono contento - ha detto Gorbaciov - . Quello che Obama ha fatto finora nella sua presidenza è stato quello di infondere speranza. In questi nostri tempi difficili bisogna sostenere le persone di grande risolutezza, di volontà politica, che hanno una visione dei problemi e sono capaci di assumere responsabilità».
Le reazioni in Italia si dividono tra gli attendisti e gli immediati sostenitori.
Si chiede cosa abbia fatto per meritarlo, il leader del'Udc, Pierferdinando Casini ma auspica che lo farà in futuro: «Il premio Nobel a Obama? Non ho ancora capito cosa ha fatto. Speriamo che faccia in futuro tutte le cose splendide che il Nobel auspica».
Mentre secondo il responsabile esteri del Pd, Piero Fassino, il Nobel a Obama è un «messaggio di speranza e un sostegno forte a un presidente che sin dal discorso d'investitura ha fatto della pace, della cooperazione e del dialogo i tratti salienti della nuova America».
«La giuria che ha voluto assegnare il Nobel per la pace ad Obama non poteva fare scelta migliore e più attuale» dichiara Francesco Ferrante a nome di tutti gli Ecodem, perché «l'avvento di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti ha inaugurato un nuovo approccio nelle relazioni internazionali» che se il mondo saprà cogliere lancia «l'alba di una nuova era». «Ci piace pensare - conclude l'esponente Ecodem - che nella scelta della giuria abbia pesato anche l'impegno di Obama sul fronte del clima, un impegno che fa ben sperare in vista del prossimo vertice di Copenaghen».
«Il Wwf si congratula con il presidente Obama che ha vinto il premio Nobel per la pace - ha detto Michele Candotti, direttore generale del WWF Italia - La speranza è che impieghi la sua abilità diplomatica e il suo impegno per far passare una legislazione nazionale sul clima negli USA e per raggiungere un accordo globale contro il cambiamento climatico, che garantirà a noi tutti un pianeta più pacifico e sicuro. Ora che sappiamo che il presidente Obama sarà in Scandinavia a dicembre, è ancora più alta l'aspettativa di vederlo partecipare di persona al vertice sul clima di Copenhagen, per annunciare un accordo sul clima equo, ambizioso e vincolante».
"Ci auguriamo che l'attribuzione del premio Nobel per la Pace al Presidente Barack Obama gli darà il coraggio di portare avanti le sue convinzioni sul cambiamento climatico. Che riuscirà a spronarlo ad assumere una personale leadership per scongiurare la catastrofe ambientale. Se continueremo a muoverci verso un cambiamento climatico incontrollato andremo in contro alla devastazione della nostra società causando migrazioni di massa, fame ed estinzioni. Tutto questo scatenerà conflitti in tutto il mondo.
«Se il Presidente Obama è un vero Nobel per la Pace - ha detto Gerd Leipold, Direttore Esecutivo di Greenpeace International, dovrà rivedere la sua attuale posizione di blocco sui negoziati per il clima per garantire un accordo equo, ambizioso e vincolante il prossimo dicembre a Copenhagen. E' necessario che usi il suo potere per scongiurare futuri conflitti climatici e il conseguente caos.
Accettando il premio a Oslo il 10 dicembre il Presidente Obama avrà un'incredibile opportunità e responsabilità, partecipando subito dopo alla conferenza sul clima a Copenhagen, che ci sarà nello stesso periodo, potrà evitare il collasso climatico del pianeta e i conseguenti conflitti».