[09/10/2009] News toscana

Arpat fornisce indicazioni sulla gestione sostenibile dei grandi invasi idrici

FIRENZE. Negli ultimi anni in Toscana, anche a causa della riduzione di disponibilità idrica per i settori di utilizzo dovuta ad una pressione eccessiva sulla risorsa e agli effetti locali dei cambiamenti climatici, si è parlato molto di necessità di tesaurizzare le risorse idriche attraverso l'utilizzo di invasi. L'attenzione e la discussione si è concentrata sugli invasi di modeste dimensioni che sono stati censiti al fine di vagliarne la funzionalità. Da più parti si è sostenuto poi che è necessario costruirne di nuovi, sempre di piccole dimensioni, considerato il minor impatto che hanno sull'ambiente e la maggior "accettabilità" da parte delle comunità locali.

Non dobbiamo dimenticare però che la Toscana è tra le regioni italiane con maggior presenza di grandi invasi artificiali sul proprio territorio. Se ne contano 49, numero che inserisce la nostra regione solo dopo Lombardia, Piemonte e Sardegna nella graduatoria nazionale. Al di là degli impatti creati durante la fase di costruzione delle dighe e degli impatti idrologici ed ecologici sui corsi d'acqua in cui i bacini sono sistemati, una delle maggiori criticità è rappresentata dalle carenze di tipo gestionale.  

In base al D.Lgs 152/2006 è obbligo dei gestori produrre un progetto di "conduzione" degli invasi idrici nell'ambito del quale gli aspetti ambientali assumono un ruolo rilevante, in particolare per le operazioni di svaso periodico dei bacini al fine di garantirne la loro funzionalità.

«A livello nazionale- informano da Arpat- su mandato del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sta coordinando la redazione di linee guida finalizzate a individuare i contenuti tecnico-informativi minimi da inserire, da parte dei gestori, nei progetti di gestione degli invasi, attività che vede la nostra Agenzia partecipare in maniera attiva, di concerto con il competente settore della Regione Toscana».

Proprio ai fini di dare un contributo per la gestione sostenibile dell'attività di svaso periodico dei bacini, Arpat ha elaborato una pubblicazione (che raccoglie anche i suggerimenti della Regione Toscana e della provincia di Lucca), indirizzata agli operatori della stessa Agenzia, di altre istituzioni pubbliche, nonché ad operatori privati interessati a tale attività. Partendo dagli aspetti normativi e soprattutto dalle esperienze maturate dai Dipartimenti di Arpat in più di un decennio di attività di monitoraggio ambientale in ambito fluviale durante e dopo le operazioni di svaso, nel documento vengono riportate indicazioni sulle modalità gestionali delle operazioni di svaso utili alla riduzione degli impatti sull'ambiente.

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