
[27/10/2009] News
LIVORNO. La Cina è spesso (e a ragione) accusata di essere il ricettacolo di gran parte del traffico di animali protetti o di loro parti. L'aumento del benessere ha portato all'aumento di consumo di prodotti "afrodisiaci" di origine animale e di pellame, mentre il mercato della medicina tradizionale continua ad assorbire una notevole quantità di animali protetti (spesso rarissimi) frutto del bracconaggio. Nei giorni scorsi le autorità di protezione degli animali della provincia del Qinghai (nel nord-ovest) hanno distrutto 2.282 pelli di antilopi tibetane (Pantholops hodgsonii Abel) e Cedain Zhou, il direttore della Riserva naturale di Hoh Xil, ha spiegato che «Queste pelli di antilopi sono state confiscate dalle mani dei bracconieri nel corso di questi 10 ultimi anni. Vogliamo dimostrare la nostra attitudine costante nella lotta contro il bracconaggio».
A dire la verità i numeri sembrano abbastanza piccoli per un decennio, ma si tratta comunque di una delle azioni dimostrative più grosse fatta nella regione del grande Tibet dal 1998, quando la Cina ha finalmente cominciato a punire i bracconieri, confiscando o in tutto 4.000 pelli di antilopi. Le antilopi tibetane vengono cacciate per la loro lana, considerata la più fine del mondo e chiamata in persiano shatoosh, "regina delle lane". Per fare uno scialle di shatoosh ci vogliono tre o quattro antilopi e sui mercati occidentali può costare fino ad 11.000 dollari. Una domanda in aumento con la crescita dei super-ricchi cinesi e russi.
Per questo la caccia illegale alle antilopi, vitatissima, continua anche dentro la Riserva naturale di Hoh Xil, così come si continua la vendita della lana shatoosh, anch'essa proibita. Eppure il governo cinese aveva istituito la Riserva di Hoh Xil nel 1995 per salvare proprio le antilopi tibetane e nel 1977 l'aveva inserita nella lista delle Riserve nazionali. Si tratta di un'area protetta che occupa 45.000 km2 dell'altopiano del Qinghai-Tibet ad un'altezza media di 4.600 mètri. Condizioni che sembrerebbero proibitive ma che non scoraggiano i bracconieri attirati dai lauti guadagni, anche se secondo Cedain Zhou «Nessun bracconiere armato è stato segnalato dal 2006 a Hoh Xil ed il numero di antilopi tibetane nella regione è aumentato a circa 60.000. Ma fino a che esisteranno il commercio illegale ed il consumo di pellicce d'antilope, ci sarà un lungo cammino da percorrere nella protezione di questa specie». Le antilopi tibetane dal 1979 godono del più alto livello di protezione Cites e dal 1988 il governo cinese le ha inserite nella sua lista rossa delle specie più minacciate.