[09/11/2009] News

Bersani si presenta e infrange ogni speranza di svolta ecologista

LIVORNO. La svolta ecologista del Pd non c'è stata. Non era neppure scontato che ci fosse, ma almeno restava la speranza che nel discorso d'insediamento del neo segretario Pierluigi Bersani si ponesse il tema.

Nel suo lungo discorso invece, ci sono cose più o meno condivisibili, ma essendo il nostro criterio di lettura quello di capire che cosa questo partito pensi sul piano dell'economia ecologica e della sostenibilità ambientale il risultato non è granché. Qualche frase buttata lì, un po'
poco per chi nel passato governo Prodi aveva pensato e varato un progetto avanzato come Industria 2015. Progetto che almeno rivendica, ma in una chiave che assomiglia troppo a quella di Confindustria.

Bersani pone infatti al centro del Pd «una politica dei redditi contro l'impoverimento dei redditi da lavoro compresa l'esigenza di garantire soglie minime di reddito, di salario e di pensione; l'allestimento di un percorso largamente unificato e progressivamente garantito per l'ingresso al lavoro dei giovani, la necessità di uno sguardo di prospettiva sull'impianto del sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni. Una rivisitazione della legislazione sull'immigrazione e sulla cittadinanza».

E poi «Poniamo altresì il tema di una ripersa delle politiche industriali e di ricerca che per noi si riferiscono agli orizzonti indicati dal progetto Industria 2015 e un riorientamento di investimenti e consumi nella chiave dell'economia verde. L'economia verde dovrà essere da qui in poi un motore della crescita, nel campo industriale, dell'edilizia, dei trasporti e delle energie rinnovabili.
Abbiamo proposte precise da discutere e chiediamo che non ci si distragga col tentativo illusorio di afferrare qui e ora in Italia un nucleare di terza generazione».

Economia verde come driver della crescita, non come nuovo paradigma economico, e un no al nucleare di terza generazione (che potrebbe pure voler dire, come in passato, che il Pd non è contrario in assoluto al nucleare ma solo a quello attuale).

Altro passaggio sulla sostenibilità, fatto in precedenza nel discorso di Bersani, «per rianimare i consumi bisogna cominciare a portare risorse ai reddito medio-bassi impoveriti (salari, stipendi, pensioni) e a chi è sotto la soglia di povertà. Per stimolare minimamente l'economia ci vuole un grande piano di immediate piccole opere da affidare ai Comuni e un potenziamento degli interventi per il risparmio e l'efficienza energetica. Tutto questo costa. Costa peraltro poco di più di quella sciagurata manovra di inizio legislatura che tra abolizione totale dell'ICI, cancellazione della tracciabilità nei pagamenti, straordinari e Alitalia ci fece sprecare più di dieci miliardi mentre la crisi era già lì».

Il seme, insomma, di un'economia ecologica ci sarebbe anche, ma non lo si fa germogliare affatto. Non c'è pianificazione complessiva. Come non c'è alcun collegamento, neppure a livello di link, con la crisi climatica. Per non parlare del fatto che non si fa cenno di flussi di materia, neppure nella sua coda, ovvero i rifiuti, come se il loro ciclo integrato non fosse questione. Il Pd, insomma, guarda altrove come azione politica e nel calderone pone anche alcune questioni certamente condivisibile ma assolutamente insufficienti (dal nostro punto di vista) sulla sostenibilità ambientale. Ne prendiamo atto.

E ne ha preso atto anche l'ala ambientalista del Pd, in cui serpeggiano molti malumori e anche molti dubbi: «Quasi nulla sulla questione morale che nel Sud e non solo investe anche il nostro partito, che non può essere ridotta a singoli casi di deviazioni individuali e che imporrebbe a partire dalle prossime elezioni regionali scelte coraggiose di discontinuità. Nemmeno un accenno alla imminente Conferenza sul clima di Copenhagen, che i leader di tutto il mondo indicano come una tappa fondamentale per salvare l'umanità dal disastro climatico.
Pochissimo sulla necessità che l'ambiente, l'idea di uno sviluppo fondato sulla qualità ambientale, siano orizzonti decisivi delle nostre politiche e delle nostre proposte».

Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori ecodem del Pd, commentano così la relazione di Pier Luigi Bersani all'assemblea nazionale del Pd. «Bersani - aggiungono i due parlamentari democratici - ha detto molte cose importanti e condivisibili, ma non ha minimamente affrontato temi, come l'ambiente e la legalità, che sono essenziali per la credibilità del Pd e per il futuro dell'Italia. Ci auguriamo che questo non sia il segno di un partito che si rinchiude nel passato, smarrendo le premesse e le speranze di questi due anni». 

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