[09/11/2009] News toscana

Rifiuti affondati nel mare dell'Elba. Parla il marittimo tedesco che denunciò l'episodio di quest'estate

LIVORNO. Il responsabile della motonave tedesca Thales, Robert Groitl, è stato sentito dalla procura di Livorno nell'ambito dell'inchiesta sul container scaricato a largo dell'Elba nello scorso luglio quando fu proprio Groitl a segnalare e denunciare il caso. Un militare della Capitaneria di Livorno, su mandato dei magistrati livornesi, ha incontrato l'uomo per accertare dinamica e tempi di quello che per Groitl «non può essere stato un incidente».

Quel giorno di inizio luglio infatti, il mare era calmo e le condizioni meteo erano buone.  «E' vero - spiega Groitl - qualche volta succede che i container, a causa del mare in tempesta, possano perdere alcuni container, ma non è il nostro caso. Lo ricordo bene, la sera del 5 luglio non c'era vento e quello che abbiamo visto non può essere stato un incidente, la nave era ferma e non abbiamo avuto la percezione di eventuali difficoltà a bordo».

E fino ad oggi, i primi riscontri della nave Alliance avrebbero dato ragione all'equipaggio della Thales, nave della Ong Tedesca Green-Ocean. A solo 900 metri dal punto in cui è stata avvistata la Toscana, il sonar ha rilevato un oggetto che per forma e dimensioni sembra a tutti gli effetti un container. Improbabile, secondo Groitl, che si tratti di un caso.

«Il punto dove è avvenuto il ritrovamento della Alliance - spiega il comandante - è molto vicino alla zona dove noi abbiamo avvistato il Toscana e se consideriamo le correnti sottomarine, è possibile che l'oggetto scaricato a mare sia stato trascinato per qualche centinaia di metri». Dove il sonar l'avrebbe individuato.

Groitl non ha dubbi e alla procura avrebbe confermato la denuncia presentata 4 giorni dopo l'avvistamento, il 9 luglio. Sulla sua nave, nei giorni scorsi, è arrivato un militare della Guardia Costiera. «Non posso rivelare il contenuto della conversazione perché c'è un'inchiesta in corso - continua Groitl - ma posso dire che mi sono state rivolte domande in relazione alla posizione della Toscana e mi è stato chiesta una spiegazione su alcuni particolari di quanto abbiamo già denunciato alle autorità».

Nella vicenda sono ancora molti i nodi da sciogliere, i punti oscuri sui quali far luce per capire se veramente sia stato scaricato del materiale. E soprattutto ci sono molte domande ancora senza una risposta. Perché, per esempio, dopo migliaia di chilometri la Toscana avrebbe deciso di usare il tratto di costa tra l'Elba e San Vincenzo come una pattumeria?

E qui la precisazione la facciamo noi di Greenreport che abbiamo ricostruito la rotta e il viaggio della Toscana nei primi giorni di luglio. Proveniente dal porto di Coronel in Cile, la Toscana, di proprietà dell'armatore tedesco Bertling, il 6 luglio fa tappa a Livorno da dove riparte lo stesso giorno diretta nell'Adriatico. C'è da capire se durante il lungo viaggio oceanico la Toscana abbia effettuato altre soste, magari caricando proprio il container di cui si sarebbe sbarazzata prima di giungere a Livorno. A questo punto torniamo alla nostra domanda e la giriamo a Groitl, comandante con grande esperienza alle spalle.

«La zona dove è stato scaricato il materiale è un'area protetta nel Santuario dei Cetacei dove in teoria, proprio perché si tratta di un tratto di mare meno battuto da navi o da pescherecci, è più facile non essere visti mentre si fanno operazioni sospette - ha spiegato Groitl. In questo tratto di costa, inoltre, ci sono molti relitti risalenti alla seconda guerra mondiale che rendono più difficili le ricerche". Una spiegazione sulla cui validità, la procura è chiamata a fare luce.

Torna all'archivio