[10/12/2009] News toscana

Agrienergie in Lunigiana, l'accusa di Coldiretti: «Totale mancanza di decisionismo da parte della politica locale»

FIRENZE. Forte richiamo a tutta la "filiera decisionale" dalla Coldiretti della provincia di Massa Carrara. L'associazione degli agricoltori chiede come mai non sia stato ancora utilizzato appieno il patrimonio boschivo della Lunigiana (oltre 65 mila ettari) attraverso la realizzazione di una filiera corta del legno, che preveda anche la costruzione di una centrale a biomasse per produrre energia e garantire lavoro a decine di aziende agricole. Eppure- informano dalla Coldiretti- durante gli appuntamenti promossi dall'associazione in Lunigiana e sul territorio provinciale, per illustrare il progetto di "una filiera agricola tutta italiana" in risposta alla crisi, la proposta aveva raccolto moltissimi consensi. Invece «solo belle parole e pochi fatti- ha dichiarato Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti- Da tempo, almeno da un paio di anni se ne parla, senza però essere mai riusciti a concretizzare un progetto che piace a tutti, ma che nessuno, si decide a sposare. Chiediamo maggiore decisionismo e scelte coraggiose perché il futuro di parte della Lunigiana, e di quella fetta ricchissima da punto di vista boschivo, in particolare dell'alta Lunigiana, passa dalle agrienergie».

Secondo la stima dell'organizzazione agricola, le agrienergie potrebbero diventare un esempio concreto di autonomia ed indipendenza energetica con notevoli effetti positivi per occupazione, ambiente, tutela e mantenimento dei boschi. Per avanzare la sua proposta l'associazione degli agricoltori non si è basata solo su i buoni principi ma anche sui numeri: il legno in Lunigiana non manca (si stima che sia sfruttato solo il 10% del potenziale legnoso offerto spontaneamente dai boschi per uso domestico); non mancano nemmeno le aziende agricole (l'80% delle aziende della provincia di Massa Carrara si trovano proprio in Lunigiana), e fatto molto importante, ci sono anche le risorse economiche garantite dal Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana che ha stanziato, per la Lunigiana, oltre 7 milioni di euro fino al 2010. «Ci sono le risorse economiche e le imprese agricole capaci di garantire la filiera del legno in Lunigiana- ha ripreso Tongiani- Dalle agrienergie si possono ottenere nuovi posti di lavoro e un presidio sul territorio, attraverso le aziende, che altrimenti verrebbe a mancare. Purtroppo assistiamo alla totale mancanza di decisionismo da parte della politica locale. A parole si sono impegnati in molti. A fatti siamo ancora soli in questo progetto di cui siamo convinti, l'agricoltura ne è convinta, essere vincente» ha concluso il presidente provinciale di Coldiretti.

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