
[18/12/2009] News
LIVORNO. Oggi l'Express de Madagascar, il giornale di Antananarivo, scrive che «L'isola affronta attualmente l'intensificazione della desertificazione. I due terzi della superficie sarebbero interessati dal degrado delle terre. Uno scenario di orrore. Il fenomeno che colpisce soprattutto le zone aride e semi-aride del Sud, per la loro stessa natura, conosce in questo momento un'amplificazione».
I dati sono stati resi noti per rafforzare le capacità della società civile nella lotta alla desertificazione in Madagascar che è stato organizzato ieri dall'Ong Drynet a Ralalarimanana, uno dei punti caldi della desertificazione. Una situazione che preoccupa sempre di più le comunità locali: ultimamente gli abitanti di Androka, hanno manifestato perché qualcuno li aiuti a fermare l'espansione delle dune di sabbia.
«I contadini sono disperati nel vedere la diminuzione della superficie coltivabile - spiega all'Express de Madagascar Thierry Rabarijaona, coordinatore nazionale di Drynet - in questo momento la desertificazione guadagna progressivamente terreno nell'Haute-terre come a Ihorombe. Questo è dovuto al degrado delle terre, riscontrabile anche sul litorale, da Morombe a Faux-Cap».
Ma il deserto avanza anche a Bezaha e Sakaraha, a causa della proliferazione dei "lavaka", i fenomeni erosivi accelerati prodotti dall'estrazione illecita di pietre preziose che attira sempre più persone in una miserabile corsa all'oro tropicale. Nel Madagascar occidentale il deserto avanza preceduto dagli incendi boschivi. E' l'uomo che, spinto dalla povertà e dalla fame, sta devastando un Paese meraviglioso e la sua preziosa ed unica biodiversità.
Come se non bastasse, il Madagascar è tra i Paesi più colpiti dagli effetti di un cambiamento climatico di cui non ha nessuna colpa e che sta aggravando la desertificazione. Nirivololona Raoiliarijao, a capo del servizio di ricerca applicata della direction générale de la météorologie del Madagascar, spiega che «Le variazioni climatiche, registrate tra il 1950 e il 1980, mostrano delle perturbazioni nelle quantità annuali delle precipitazioni e nelle temperature. Tenendo conto dello scenario, una proiezione per il 2050 prevede un aumento da 1,6 a 2,6 gradi della temperatura, soprattutto nel Sud».
La desertificazione rischia di estendersi ancora in assenza di misure adeguate, visto che povertà, disordini politici, colpi di Stato e governi non riconosciuti hanno impedito praticamente l'attuazione del Piano nazionale contro la desertificazione ispirato alla convenzione di Rio.
«Senza finanziamenti questo Piano resta inapplicato - dice sconsolato Rajaona - La soluzione consiste nel mettere in sinergia tutte le convenzioni relative a biodiversità, cambiamento climatico e desertificazione. Queste tre convenzioni condividono in alcuni capitoli la lotta contro la desertificazione».
Chissà se qualche granello di sabbia dei crescenti deserti malgasci sarà arrivato anche nella fredda Copenhagen, per ricordare che dietro le aride cifre ci sono uomini, donne e bambini in carne ed ossa che guardano la bellezza e la vita diventare polvere?