
[22/07/2009] News toscana
FIRENZE. Sono stati presentati oggi da Arsia e Irpet i dati sul monitoraggio del sistema produttivo agroalimentare toscano. Siamo ormai giunti all' "XI Rapporto su Economia e politiche rurali in Toscana" e il documento è divenuto un importante punto di riferimento per le crescenti esigenze informative, anche congiunturali, degli operatori pubblici e privati del settore.
«Il 2008 è stato buono per il comparto agroalimentare, proprio mentre si chiudeva come il primo anno della più grave crisi economica degli ultimi decenni. Un dato che dobbiamo considerare importante, perché ci consente di guardare al 2009, che non è iniziato bene neanche in questo settore, con le spalle forti di questo risultato- ha dichiarato il presidente Claudio Martini - Nel corso degli anni, la produttività del lavoro in agricoltura è stata, in Toscana, più elevata rispetto alla media italiana. Tuttavia, mentre intorno ai primi anni del decennio, il differenziale era piuttosto contenuto, negli ultimi anni è andato accentuandosi fino a divenire piuttosto marcato nel 2008: la produttività in Toscana è di circa 32.000 euro per anno contro i 23.000 dell'Italia».
In Toscana, dunque, - ha continuato il presidente - una maggiore esposizione al mercato ha spinto il sistema delle aziende a procedere verso una ristrutturazione che ha portato a una loro diminuzione e a un parallelo incremento delle dimensioni medie; condizione essenziale per avviare recuperi di efficienza aziendale. Quindi parliamo di un sistema che reagisce, che sta riprendendo un ruolo importante nell'economia regionale, capace di valorizzare le proprie produzioni, avendo puntato sulle strategie per la qualità».
Vediamo nel merito qualche dato: sono state registrate variazioni positive nella gran parte delle coltivazioni, sia erbacee che legnose. In particolare, aumenti consistenti si sono realizzati nel valore della produzione dei cereali (+29%), dei prodotti vitivinicoli (+14%), di quelli olivicoli (+27,5%), nelle produzioni del vivaismo (+6%). Anche il valore dei prodotti della zootecnia è aumentato ma, in questo caso, per effetto dell'innalzamento dei prezzi a fronte di una produzione sostanzialmente stazionaria. In controtendenza rispetto a questi andamenti positivi, le riduzioni nelle quantità prodotte di fiori (-2,7%) e di foraggiere (-5,9%). Discretamente le esportazioni agroalimentari nonostante la crisi che ha segnato pesantemente tutti gli altri settori manifatturieri: il comparto aumenta le esportazioni del 2,5% benché in misura inferiore alla media nazionale del +7%. Tiene l'agriturismo con un (-0,7%) rispetto a un andamento più negativo a scala nazionale (-2,8%). Le componenti che hanno maggiormente contribuito ad attirare turismo sono le strutture extra-alberghiere delle aree balneari, rurali e montane.
I primi dati del 2009 quando la crisi generale si è fatta più pesante non sono incoraggianti per questo è necessario intervenire sulle criticità strutturali per vincere le sfide che aspettano il settore. «Il sostegno pubblico all'agricoltura toscana ha ripreso Martini- inteso come consolidato degli impegni di tutti i livelli di governo coinvolti, è stato negli ultimi anni consistente, intorno agli 880 milioni di euro l'anno, circa il 40 per cento del valore della produzione e il 59 per cento del valore aggiunto. Oggi un primo aspetto da considerare è la quasi certa diminuzione tendenziale delle risorse per l'agricoltura che la politica economica europea metterà in atto nei prossimi anni. La graduale revisione della Pac (Politica agricola comunitaria) tenta di dare risposta a questo nodo orientando sempre più gli interventi verso l'incentivazione di comportamenti di maggiore responsabilizzazione di tutti i soggetti che fanno riferimento al settore, di maggiore confronto dei produttori con il mercato, di un sempre maggiore rafforzamento delle politiche di sviluppo rurale».
«La Regione - ha aggiunto il presidente - ha racchiuso il complesso piano di azioni per lo sviluppo rurale nel nuovo PSR, per coordinare al massimo gli sforzi e le risorse disponibili. In concreto, da qui al 2013 la Regione impegnerà per il settore circa 850 milioni, che saranno capaci di attivare oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Ma anche l'introduzione del Piano agricolo regionale come unico strumento di pianificazione e attuazione degli interventi in agricoltura e per lo sviluppo rurale è un importante passo in avanti» ha concluso il presidente. Il settore agricolo-rurale, tra l'altro, dovrà prevedere interventi per mitigare gli effetti sul territorio regionale dei cambiamenti climatici attraverso opportune azioni di adattamento volte ad adeguare tipi e forme di coltivazione ai cambiamenti in atto, a creare le condizioni per garantire la necessaria disponibilità idrica rendendo, al tempo stesso, più razionale il suo uso. Rimanere competitivi significa quindi puntare le azioni sulle componenti forti, quelle che più di altre possono contribuire a far affluire un'adeguata entità di risorse da poter investire nel territorio, ma nello stesso tempo è necessario favorire la diversificazione delle attività al fine di rivitalizzare le aree, e promuovere un approccio allo sviluppo che punti sull'innovazione. Secondo il rapporto, la Toscana su questo aspetto segna un punto di forza: le attività secondarie svolte dalle aziende agricole (dall'agriturismo all'attività di servizio ambientale, all'agricoltura sociale) pesano per oltre il 34% del totale a scala nazionale.