[29/12/2009] News toscana

Alluvione bassa valle del Serchio: l'impegno e le richieste della provincia di Pisa

FIRENZE. A questo punto sarebbe necessario anche un aiuto da Giove Pluvio, invece le previsioni metereologiche non promettono niente di buono e i cittadini della bassa valle del Serchio non stanno passando ore tranquille. Ovviamente quelli già alluvionati dall'esondazione di Natale ma anche quelli che vivono in prossimità del lago di Massaciuccoli.

Lago e territori di bonifica allagati sono ormai separati da una stretta fascia di terra: la riparazione dell'argine in tempi cosi stretti e per uno squarcio cosi ampio ( circa 170 m) non è un gioco da ragazzi e se continua a piovere c'è il rischio che acqua di fiume si aggiunga ad acqua del lago con possibilità di esondazione e messa a rischio di altre urbanizzazioni. Per ora la Protezione civile, che sta coordinando le operazioni di soccorso, giustamente non vuole allarmismi e gli argini provvisori posti intorno al lago fatti da ballini di sabbia danno qualche margine di sicurezza.

Intanto però ci si prepara anche ad altre eventuali evacuazioni. Oltre alla provincia di Lucca anche quella di Pisa è impegnata 24 ore su 24 all'interno del Centro di coordinamento soccorsi messo in piedi dalla Prefettura. «Stiamo affrontando con l'intero potenziale del nostro territorio un quadro di forte criticità - informa il presidente della provincia Andrea Pieroni - A monte delle zone inondate del Vecchianese, le dighe Enel sono prossime al limite della capienza e hanno margini di manovra minimi, in ordine all'eventualità di trovarsi a fronteggiare una nuova fase di intense precipitazioni, attese in particolare per il 31 dicembre e il primo gennaio.

Peraltro, in ordine al ripristino del sistema golenale e arginale, la difficoltà delle operazioni è tale da non autorizzare a prevedere una ricostruzione significativa delle strutture nei soli tre giorni a disposizione. Il nostro impegno va pertanto in due direzioni: da un lato accelerare comunque i lavori; dall'altro predisporre alternative misure di prevenzione». Le richieste avanzate dalla provincia di Pisa riguardano: l'intervento di un congruo e attrezzato contingente del Genio civile Militare per realizzare almeno un raddoppio delle vie di accesso alla zona della rottura dell'argine, per facilitare il trasporto e il deposito del materiale pietroso e cooperare alle attività di movimento terra utili ad accelerare la ricostituzione dell'argine stesso; l'invio di un ulteriore contingente militare delle Forze armate disponibili sul territorio per dare supporto alle attività tecniche di confezionamento e messa a dimora del materiale di contenimento supplementare per argini e bordi (sacchi di sabbia) attualmente disponibile (tra l'altro sono stati richiesti altri 500.000 sacchi); il mantenimento in funzione permanente, fino al termine dell'emergenza, di un canale privilegiato di passaggio autostradale per i mezzi pesanti incaricati del trasporto del materiale pietroso, proveniente da varie cave di Massa e Carrara.

Infine, l'invio di un congruo numero di squadre della Protezione Civile nazionale per il supporto alle operazioni di ripristino dell'argine e per le esigenze di assistenza, sia alla popolazione sia alle attività economiche. A tal proposito l'amministrazione provinciale sta già pensando alla situazione delle imprese colpite dall'inondazione, ed ha assunto due iniziative concrete: la prima, insieme al comune di Vecchiano, riguarda l'avvio di un servizio congiunto di assistenza. In questa prima fase il comune trasmetterà il dettaglio delle aziende coinvolte e la provincia ne compilerà un quadro d'insieme (con i rispettivi danni subiti e le conseguenti necessità), in vista delle richieste di risarcimento. La seconda iniziativa consiste in una lettera inviata alla regione Toscana in cui si chiede l'attivazione della giunta per la possibilità di messa a disposizione delle imprese alluvionate di strumenti quali prestiti agevolati, a tasso zero o a fondo perduto.

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