
[23/07/2009] News toscana
FIRENZE. Ormai ci sono notizie quasi quotidiane di attacchi dei lupi ad animali da allevamento in Toscana e gli allevatori e tutto il settore zootecnico è in fermento. Tra le province più interessate dal fenomeno ci sono Arezzo, Grosseto, Firenze, Lucca e Massa Carrara. Nel 2007 gli attacchi, secondo una statistica ufficiale, ma sottostimata secondo la Regione, sono stati 183 con 653 capi abbattuti e nel 2008 182 con 809 abbattimenti. Il presidente della Regione Claudio Martini (Nella foto) raccogliendo le lamentele del settore ha deciso di prendere direttamente in mano la situazione anche in qualità della delega all'agricoltura che ha mantenuto per se. «Di fronte all'aumento degli attacchi di lupi o cani inselvatichiti agli allevamenti di animali domestici, che si è verificato negli ultimi tre anni in alcune aree della Toscana, causando danni al patrimonio zootecnico regionale e un inasprimento della tensione sociale in particolare tra gli allevatori, la Regione si è mossa da tempo: da un lato approvando una specifica legge regionale (la numero 26 del 2005) che tutela economicamente le imprese sia per azioni di prevenzione passiva che nella stipula di contratti di assicurazione, che con un dialogo costante con le associazioni agricole e le comunità locali. Ma il problema sussiste- ha continuato il presidente - e va affrontato in una dimensione extraregionale individuando la strategia più consona nell'ambito delle norme in vigore».
A tal proposito la Regione Toscana organizzerà dopo l'estate un seminario tecnico-scientifico in collaborazione con la Commissione europea, Unità "Natura e biodiversità" della Direzione generale ambiente, e con il ministero dell'ambiente (Direzione Protezione della natura), a cui Martini nei giorni scorsi ha scritto una lettera. «Occorre rilanciare una strategia di conservazione del lupo che assicuri l'integrità della specie ma anche la tutela delle attività zootecniche delle aree agricole interne della Toscana. Trattandosi di un problema che per le sue specificità normative e per le sue dinamiche ecologiche su aree vaste travalica i confini regionali - ha scritto Martini al Ministero - molte delle possibili soluzioni si trovano nell'ambito di direttive comunitarie a tutela dei grandi carnivori e/o di leggi nazionali che riguardano la gestione di cani e di ibridi sfuggiti al controllo dell'uomo». L'iniziativa di settembre, in cui saranno coinvolti anche centri di ricerca nazionali e le loro rappresentanze locali, le organizzazioni agricole, ambientali e di tutela della fauna, oltre al supporto internazionale dei gruppi di esperti di associazioni internazionali per la conservazione della natura non sarà certo solo un "passaggio" di formazione/informazione, ma un momento importante per far partire dalla nostra Regione un percorso che tuteli questo importante carnivoro e al tempo stesso gli agricoltori e lo loro attività. Del resto «la Toscana - ha continuato Martini - ospita una percentuale rilevante della popolazione italiana di lupi. I dati disponibili, combinati con le deduzioni più conservative, quantificherebbero la loro presenza sui 300 capi. A questi vanno però aggiunti i cosiddetti "ibridi", un po' cani e un po' lupi, che mostrano gli stessi comportamenti del lupo e la stessa capacità di attacco al bestiame domestico. Gli ibridi, tuttavia sono assenti dalla normativa nazionale e comunitaria e ciò pone problemi di natura legale, tecnica e scientifica. Se finora tali aspetti sono stati trascurati, una strategia di conservazione del lupo ne pone come centrale la soluzione» ha concluso il presidente.