[22/01/2010] News toscana

Toscana e global warming, ecco quali aree sarebbero inondate con una crescita del mare di 1 metro

FIRENZE. Secondo il recente "position paper" dell'Istituto di scienze del clima e dell'atmosfera (Isac) del Cnr, il livello del mar Mediterraneo è cresciuto, nell'ultimo secolo, ad un ritmo di 1,3 mm/anno, mentre nello stesso periodo il livello degli oceani globali è mediamente cresciuto di 1,8 mm/anno. Questi incrementi hanno però accelerato negli ultimi 15 anni: sia per il Mediterraneo, sia per gli oceani nella loro globalità (dati Nasa) l'incremento annuale ha raggiunto un tasso di circa 3,3 mm/anno. Ciò ha fatto sì che, come testimonia la Nasa nel suo sito sugli indicatori climatici, il livello medio dei mari sia cresciuto di 5,7 cm dal 1993.

Questo valore assume ancora più significato se pensiamo a quanto afferma il recente documento "Copenhagen diagnosis" che, anche se non è da considerarsi la "voce ufficiale della climatologia" come sono invece i vari rapporti Ipcc, è stato comunque il dossier preso come riferimento per aggiornare i delegati di Copenhagen sulle ultime (preoccupanti) scoperte sul clima.

Sostiene infatti "Copenhagen diagnosis" che i ghiacciai del pianeta (sia polari, sia montani) non sono in equilibrio col clima attuale, ma com'è ovvio si stanno lentamente adeguando ad un clima più caldo di quello che li ha portati all'attuale estensione: all'equilibrio è stimato che il loro contributo alla crescita dei mari sarebbe di 18 cm. Ciò significa che, se il gw dovesse arrestarsi oggi alla temperatura attuale, comunque i mari crescerebbero - per il solo contributo dei ghiacciai - di altri 18 cm per adattarvisi. Se, invece, come è probabile il gw proseguirà, allora il contributo dei soli ghiacciai sarebbe di circa 55 cm e questo, sommandosi agli altri elementi (cioè le due calotte polari, che sono considerate cosa diversa dai ghiacciai e che contribuiscono sia in termini di bilancio di massa, sia in termini di scorrimento delle calotte, alla crescita dei mari) porterebbe oltre il valore di 1 metro l'incremento dei mari a fine secolo, ben di più dei 18-59 cm citati dal quarto rapporto Ipcc.

Ma che conseguenze si avrebbero sul Mediterraneo? Ce lo spiega Isac-Cnr nel documento citato, il quale sostiene che «la risposta del bacino del Mediterraneo risulta più complessa» rispetto ad altri mari, e che essa varia molto a seconda dei diversi sottobacini che compongono il mare Nostrum. Comunque, «l'innalzamento del livello marino del Mediterraneo, previsto dagli scenari climatici, potrebbe essere inferiore rispetto a quello globale (fino al 50%), con massimi relativi nelle zone più settentrionali». Ciò sarebbe causato dal ridotto apporto fluviale - a causa della diminuzione delle precipitazioni - e dall'aumentata temperatura dell'acqua, elementi che «potrebbero limitare i cambiamenti nella stratificazione delle acque, in quanto la diminuzione dell'apporto fluviale implica un aumento della salinità del mare che potrebbe essere compensato dall'aumento di temperatura».

Comunque sia, la Toscana, essendo affacciata proprio su uno dei sottobacini settentrionali del Mediterraneo (cioè il mar Tirreno), è esposta alle possibili, future inondazioni marine, e rischia materialmente di perdere, così come già sta avvenendo in altre parti del mondo, aree costiere di grande importanza per l'economia regionale e comunque densamente popolate.

Ma quali aree sono più a rischio? Per capirlo, è da pochi giorni disponibile la versione rinnovata di un'utile applicazione per il noto programma "Google Maps", disponibile al sito http://flood.firetree.net.

Il sito citato fornisce una rappresentazione grafica di quali aree sarebbero allagate, in tutto il mondo, con diversi livelli di crescita dei mari, che possono essere selezionati nel menu situato in alto nella homepage: da 1 metro (valore effettivamente raggiungibile, secondo i climatologi, già entro il 2100) fino a 14 metri. E' chiaro che i 14 metri di crescita dei mari non sono evento in procinto di avvenire, nemmeno al 2100, ma va comunque ricordato che, secondo le stime di "Copenhagen diagnosis", lo scioglimento completo dei ghiacci groenlandesi (calotta+ghiacciai) causerebbe una crescita dei mari di 6,6 metri, mentre per l'Antartide il contributo massimo possibile sarebbe di 52 metri circa.

Ma restiamo a valori che secondo la scienza potrebbero avvenire effettivamente in tempi storici, e scorriamo la mappa fino a stringere l'obiettivo sulla Toscana: con una crescita dei mari di un metro (vedi immagine) sarebbero allagate ampie zone presso le foci dell'Arno (il mare arriverebbe ai piedi del monte Serra a est di Pisa, e più a sud fino a Cascina), del Serchio (le aree attualmente ancora in parte alluvionate vicino a Vecchiano, ma anche varie zone della Versilia, ritornerebbero ad essere fondali marini) e dell'Ombrone. E ampie parti del comune di Livorno, di Pisa, di Cecina, di Piombino subirebbero la stessa fine.

Fuori della Toscana, per comprendere di quale impatto stiamo parlando, con un metro in più si avrebbe la totale scomparsa di Venezia e Ravenna, mentre città come Rovigo, Treviso e Ferrara diventerebbero praticamente località balneari.

I dati su cui è stata costruita questa applicazione, che comunque non va presa come oro colato né in termini pessimistici (poiché riveste carattere sperimentale e si basa su sovrapposizioni semplificate di diversi strati informativi), né ottimistici (perché non considera né l'erosione delle coste né possibili allagamenti ulteriori a causa delle mareggiate) derivano comunque dal database del Jet propulsion laboratory della Nasa, uno dei principali enti di ricerca climatologica e oceanografica del mondo.

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