[25/01/2010] News toscana

Elba, l'isola del biowatching

MARINA DI CAMPO (Livorno). E' partito dall'Elba il primo corso di biowatching dell'Arcipelago toscano. Dopo una serata introduttiva di illustrazione del biowatching tenuta dall'ex presidente della Lipu Francesco Mezzatesta, i partecipanti al corso guidati dallo stesso Mezzatesta e dalla direttrice del parco nazionale dell'Arcipelago toscano Franca Zanichelli, hanno effettuato la prima escursione naturalistica per mettere in pratica quanto appreso.

Biowatching vuol dire osservare la natura in tutte le sue forme: grandi ambienti, habitat, flora e vegetazione, insetti e aracnidi, anfibi e rettili, mammiferi e uccelli - spiega Umberto Segnini, del Gruppo biowatching dell'Arcipelago toscano - Il percorso individuato prevedeva di salire da San Piero verso Piane al Canale - Pietra Murata e Le Macinelle. Si trattava di verificare le tecniche di osservazione della biodiversità tramite l'uso del binocolo, di cui ogni partecipante era obbligatoriamente dotato, la consultazione dei manuali di osservazione e l'annotazione delle osservazioni sul taccuino di appunti .

E' stata una giornata fortunata perché le osservazioni sono state tante, alcune delle quali anche molto importanti. Si è cominciato con un'osservazione floristica di felci antichissime come il Polipodio sui muretti ruderali, dedicandosi poi ai diversi habitat naturali presenti. Da ambienti seminaturali prossimi al paese ad habitat di macchia con alberi sparsi regno di Fringuelli e Cince. Qui, nella macchia bassa, la prima osservazione doc: forse una rara Magnanina Sarda vista per un attimo.

Si tornerà a controllare. Poi nella macchia di Erica l'altra Magnanina, quella più comune, emetteva il suo tipico schiocco facendosi anche vedere e fotografare. Ancora tra gli uccelli una coppia di Poiane, approfittando della bella giornata, si dedicava ai primi voli nuziali mentre un falchetto Gheppio stava fermo in aria come un elicottero per osservare possibili prede compiendo il movimento di ali detto dello "spirito santo". A terra le prime fioriture dello Zafferano e dell'Arisaro, mentre per gli insetti veniva scoperta una ooteca (contenitore di uova) della Mantide religiosa e sempre tra gli insetti le mai ferme Cicindele. Tra i rettili la calda giornata permetteva di osservare sui muretti diverse lucertole muraiole mentre nelle zone più umide si facevano sentire anche gli anfibi con l'inconfondibile verso della Raganella tirrenica.

Durante la sosta per rifocillarsi presso Pietra Murata ecco l'osservazione ornitologica più interessante: un gruppo di Sordoni. Si tratta di tipici uccelli di montagna che nidificano sulle catene montuose ma che d'inverno scendono di quota; nel nostro caso i Sordoni avevano deciso di passare l'inverno all'Elba e probabilmente di riprodursi in primavera sulle parti più alte e rocciose dell'Isola. Una vera e propria chicca naturalistica! Infine, nell'incredibile scenario di pura bellezza delle Macinelle nei pressi del bellissimo caprile, si è assistito al tocco finale: uno splendido esemplare maschio di Albanella Reale faceva bella mostra di se mostrando le bianchissime ali bianche orlate di nero. Il grande rapace del centro e nord Europa scende d'inverno sud per svernare e sceglie anche le isole dell'Arcipelago Toscano per passare i mesi più freddi per poi a primavera tornarsene a nord. Un incontro che ha visto tutti i binocoli dei presenti puntati simultaneamente verso il profilo della montagna creando un forte entusiasmo».

La più grande isola dell'Arcipelago toscano riserva sempre grandi sorprese naturalistiche, anche in inverno, c'è da credere che il corso di Biowarching sia stato il primo di una lunga affascinante serie

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