
[26/01/2010] News
GROSSETO. Le associazioni che operano nel settore dell'efficienza energetica e della cogenerazione (Agesi, Assoesco, Cogena, Wade e Italcogen) hanno pubblicato oggi, in una pagina a pagamento su due dei maggiori quotidiani nazionali, una lettera aperta al Governo per ribadire quanto da tempo segnalano in merito al futuro dell'efficienza energetica e della cogenerazione, per quanto previsto da una norma inserita nel ddl Sviluppo, approvato in via definitiva dal Senato il 9 luglio scorso.
Questa norma (art.33 del ddl sviluppo) secondo quanto scrivono le associazioni, aggrava di circa il 15% i costi di auto-produzione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento.
Infatti per effetto di quanto stabilito dall'art.33, chi produce energia rinnovabile usufruendo del sistema del conto energia con scambio sul posto, accessibile a tutti gli impianti da fonti rinnovabili e da cogenerazione fino a 200 kW di potenza, vedrebbe applicati i corrispettivi e gli oneri, su tutta l'energia auto-prodotta e consumata, senza cioè tener conto di quanto l'impianto ha effettivamente scambiato con la rete.
Prima dell'entrata in vigore di questa norma, invece, come ci aveva spiegato Edo Ronchi (vedi link a fondo pagina greenreport 16/07/2009) «chi aveva un impianto di microgenerazione o di piccola taglia pagava la differenza tra l'energia che consumava e quella che produceva e fatturava il delta alla rete, in cui erano compresi i costi di trasmissione e distribuzione. Se per esempio fatturava 10 Kwh su questi pagava il 30% di oneri di trasmissione e fatturazione. Adesso con l'art.33 del Ddl sviluppo, a prescindere dalle quantità consumate e prodotte, gli oneri del 30% si pagano su tutto. Salvo chi utilizza reti ad alta tensione, ovvero i grandi produttori che rimangono assoggettati al vecchio sistema».
Quindi in pratica vengono penalizzati in prima istanza proprio i piccoli produttori, ovvero la piccola impresa o i privati cittadini.
A peggiorare la situazione, secondo quanto sostengono le associazioni nella lettera aperta al governo, c'è poi il fatto lo schema di decreto legislativo n. 115 del 2008 in materia di usi finali dell'energia con riguardo ai sistemi efficienti di utenza, che non ha recepito le indicazioni utili a consentire un quadro normativo certo per la cogenerazione ad alta efficienza: Si tratta di una tecnologia che incrementa il rendimento del combustibile utilizzato fino al 75%, suddivisi in 40% per l'energia elettrica e 35% per la produzione di calore.
Quello che si chiede da parte della associazioni che operano nel settore è l'eliminazione di qualsiasi onere su questo tipo di energia, l'eliminazione di soglie dimensionali ai sistemi efficienti di produzione energetica, la possibilità di utilizzare la garanzia d'origine dell'energia cogenerata come titolo di esenzione nel nuovo meccanismo dei certificati verdi, che sposta l'obbligo di acquisto sui grossisti, e infine che venga data attuazione alle politiche europee di sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento, che si attendono da almeno 7 anni.
«Ci auguriamo - scrivono le associazioni - che vengano presto perfezionati atti concreti per una politica energetica fatta di efficienza, rispetto dell'ambiente e pluralità delle fonti di produzione», perché, sottolineano «non ci sono soltanto in gioco le sorti di un intero settore industriale e di servizi, ma la credibilità dell'Italia in un contesto internazionale che ha sempre più a cuore le tecnologie e i sistemi ad alta efficienza energetica».