[27/01/2010] News toscana

Airba e Regione Toscana fanno il punto sul riuso delle acque reflue

FIRENZE. In un autunno-inverno abbastanza piovoso come quello in corso, parlare di carenza idrica può apparire fuori luogo. Invece secondo molti esperti questa è ritenuta la maggiore criticità con cui gli enti di pianificazione della risorsa idrica dovranno confrontarsi nei prossimi anni. Ad essere interessati, come intuibile, saranno (e in realtà lo sono già oggi) tutti i settori di utilizzo (idropotabile, irriguo, industriale..) e gli ecosistemi naturali.

In generale una strategia di adattamento per tutti questi ambiti deve per forza iniziare con una riduzione dei consumi di risorsa idrica primaria e proseguire con l'attuazione di un programma di risparmio ed incremento dell'efficienza. In questo contesto di fondamentale importanza è il riuso di acqua da quelle che sono definite "fonti non convenzionali", come ad esempio le acque reflue (urbane, industriali, meteoriche di dilavamento) e da alcune risorse idriche naturali (acque di mare, salmastre, acque di pioggia).

In Italia purtroppo il riuso stenta ad affermarsi per limiti normativi e per i costi elevati considerati gli standard di qualità richiesti, anche se nell'analisi costi/benefici sono sempre dimenticati o tenuti in secondo piano i costi a carico dell'ambiente: riusare acqua in settori diversi da quelli del ciclo dove è prodotta, o riciclarla nello stesso settore, può rappresentare non solo un risparmio in termini quantitativi (volume di acqua moltiplicato per il numero di volte che viene riutilizzato), ma anche un modo per non immettere nell'ambiente sostanze inquinanti o non desiderate che invece possono essere utili in alcuni cicli produttivi. A frenare ed ostacolare l'applicazione su vasta scala del processo di riuso, inoltre non devono essere dimenticate le resistenze di natura psicologica e sociale.

In Toscana il settore del riuso sconta mediamente gli stessi ritardi applicativi riscontrati nel panorama nazionale, ed il tema è stato affrontato soprattutto in ambito agricolo e industriale, mentre la possibilità di riuso in ambito urbano non è stata valutata con un livello di approfondimento necessario all'effettiva applicazione. Per questi motivi Airba (Associazione italiana ricerca biologica ambientale) in collaborazione con la Regione Toscana ha voluto promuovere il convegno "Il riuso delle acque reflue. Realizzazioni e prospettive" che si terrà lunedì 1 febbraio presso il Consiglio Regionale (sala delle Collezioni, Via Cavour 18).

Partendo da un inquadramento normativo nazionale e internazionale in materia di recupero e riutilizzo delle acque reflue, durante il convegno saranno presentate le esperienze di riuso in Toscana nei settori agricolo ed industriale, oltre ad esempi di riuso in ambito urbano attuati in Europa e nel mondo.

L'obiettivo degli organizzatori è quello di affrontare il tema del riuso della risorsa idrica nella sua globalità, sollecitando il dibattito fra amministratori, tecnici, aziende e membri della comunità scientifica al fine di contribuire allo sviluppo e diffusione della pratica di risparmio e riuso delle acque secondarie, ponendo l'accento sulla condivisione dei risultati e sulla messa a confronto delle varie strategie praticate e praticabili in questo settore nella nostra regione.

Durante il convegno, che ha ricevuto anche il patrocinio di Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca dell'ambiente), saranno presentati i risultati della prima fase dello studio regionale per il riuso delle acque reflue in ambito urbano.

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