
[28/01/2010] News
GROSSETO. L'assemblea del Senato ha oggi approvato la legge comunitaria, che contiene gli emendamenti già votati dalla maggioranza in commissione politiche comunitarie, che nei fatti liberalizzano la stagione venatoria. Emendamenti che hanno suscitato polemiche da ogni parte, a partire dagli ambientalisti che uniti ad associazioni civiche, culturali, sociali, di cittadini, di consumatori ed escursionisti , avevano inviato un appello al presidente Berlusconi per chiedergli «di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell'articolo 38».
Ma gli emendamenti all'art.38 che permettono la caccia senza limiti di tempo hanno visto anche dividere la maggioranza, con la presa di posizione del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che li ha definiti «inaccettabili» e del suo conterraneo, nonché compagno di partito, Basilio Catanoso che ha commentato duramente l'attività del collega Giacomo Santini autore degli emendamenti.
«Spero che il Senato non approvi l'emendamento approvato con un blitz in Commissione politiche comunitarie che, fingendo di lavorare al fine di evitare le infrazioni Ue, non fa altro che andare proprio contro le norme comunitarie» aveva dichiarato il deputato Pdl Catanoso che questa mattina assieme alla collega Gabriella Giammanco hanno incontrato le associazioni ambientaliste impegnate in un sit-in innanzi palazzo Madama. Ma l'aula è andata avanti senza curarsi degli appelli giunti da ogni parte e l'articolo 38 è stato approvato.
«La maggioranza al Senato, votando l'articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione» ha dichiarato il senatore Roberto Della Seta che ha annunciato che «dopo il voto compatto a palazzo Madama, il Pd continuerà a battersi alla Camera e nel Paese perché prevalgano le ragioni di un rapporto equilibrato tra attività venatoria e l'interesse costituzionalmente sancito della tutela della fauna».
E maggioranza e opposizione potrebbero trovare una intesa per «Fermare l'estremismo venatorio» come lo aveva definito Ermete Realacci deputato Pd alla Camera.
«Faremo di tutto alla Camera dei deputati per correggere l'errore, dovuto al blitz di chi ha subito, ai vari livelli, le pressioni delle lobby venatorie» hanno infatti dichiarato dei deputati Basilio Catanoso e Gabriella Giammanco del Pdl dopo il voto del Senato, sottolineando che «Ogni collega parlamentare dovrebbe ricordare che il sentimento diffuso ci indica di seguire la strada della tutela ambientale e non della distruzione, voluta non per una necessità dell'uomo ma esclusivamente per puro divertimento, come è finita con l'essere oggi la caccia».
Tra l'altro si apprende da un comunicato del Ministero dell'Ambiente che il testo portato in votazione ed approvato in aula a Palazzo Madama sarebbe diverso - riguardo alla caccia- da quello definito in Senato fra lo stesso ministero dell'Ambiente, dell'Agricoltura e delle Politiche comunitarie. Quel testo scrive il ministero- «prevedeva che le regioni e le province autonome potessero determinare i limiti dei periodi della caccia solo sulla base di analisi scientifiche che dovevano essere preventivamente validate dall'Ispra» mentre il testo approvato «apre ad interpretazioni estensive che lascerebbero intendere che l'Ispra dà un parere ma che la validazione di tale parere possa essere rimessa ad altro, non determinato, soggetto». Un testo che «non è condiviso dal ministero dell'Ambiente».
«E' ora di smetterla - dichiara il ministro Stefania Prestigiacomo - di tentare, attraverso giochi di parole, di lasciare margini di ambiguità su un tema così delicato e sul quale la posizione del Governo, nei suoi ministeri competenti, è ben chiara». E dopo l'approvazione il ministro attacca ancora: «Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano Quel testo va ricorretto alla Camera, reintroducendo le garanzie che erano previste specie sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversità di cui, tra l'altro, quest'anno si celebra l'Anno Mondiale».
Quindi al passaggio alla camera quegli emendamenti potrebbero- è il caso di dirlo- essere davvero impallinati.