[05/02/2010] News toscana

Ghelardini (Rea) sull'Ato costa rifiuti: «Fortissimi ritardi, rischiamo di diventare terra di conquista»

GROSSETO. Lunedì a Livorno l'Ato costa ha organizzato un convegno sulla nuova disciplina dei servizi pubblici locali e l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (vedi green report del 2 febbraio) da cui è emersa una situazione frammentaria e ancora tutta in divenire per le realtà che vi fanno parte. Mentre gli obiettivi di legge per la scadenza delle concessioni del servizio sono in molte realtà assai vicine e altrettanto per i tempi con cui l'Ato dovrà individuare il gestore unico cui affidare la gestione integrata dei rifiuti.  

«L'unica cosa certa che è emersa- ci ha detto oggi il presidente di Rea Spa, Fabio Ghelardini - è che la gara va fatta e che, come ha sottolineato anche l'assessore regionale Bramerini, le aziende e i comuni che ne sono nella gran parte proprietari, devono trovare un sistema per poter partecipare ed avere successo».

Appunto, e quello che ci si aspettava dal dibattito è almeno la strategia per arrivare a questo sistema, ma invece è apparsa una situazione del tutto disomogenea, non le sembra?

«E' vero ed è una situazione che riflette le difficoltà  che emergono dalla grande frammentazione che esiste nell'Ato in termini di aziende presenti e dalla complessità che un territorio così vasto e altrettanto eterogeneo pone. Si tratta di aziende per la gran parte di proprietà pubblica, se non addirittura interamente pubbliche, anche diverse tra loro».

Ma qualche tentativo era stato fatto, no?

«Noi assieme alla  Geofor di Pisa, all'Asi di Piombino e alla Belvedere di Peccioli abbiamo messo assieme un Ati, cioè un'associazione temporanea di imprese, ma né per dimensione aziendale né per rappresentanza territoriale sarebbe adeguata a partecipare ad una gara. Devo dire che questo è il risultato di un processo che avevamo provato a mettere in piedi a dicembre 2007, quando invitammo a un percorso verso una aggregazione tutte le aziende che stanno dentro all'Ato costa.  Dopo un anno siamo rimasti in quattro, aziende di peso ma non abbastanza significative per la territorialità che rappresentano, quindi non sufficiente e siamo comunque aperti a chi ha ancora disponibilità ad entrare. L'Ati del resto è solo una tappa intermedia per poter provare a partecipare ad una gara, se poi questa verrà vinta si potrà parlare di eventuali fusioni. Ma il processo attualmente è fermo».

E intanto il tempo passa...

«E siamo in fortissimo ritardo. A dicembre 2010 scadono le prime concessioni e non so cosa succederà dopo, perché nel frattempo i rifiuti vanno gestiti tutti i giorni. Quindi o si fa la gara entro quella data o si dovrà pensare ad una proroga e su questo si deve interrogare la politica. Ma intanto una sintesi va trovata per riuscire a fare sistema, altrimenti la Toscana è destinata ad essere terra di conquista».

Secondo lei come si fa a trovarla questa sintesi?

«Bisogna parlarne, trovare un tavolo di discussione, e potrebbe essere trovato all'interno dell'Ato, per cercare il modo di metterci assieme. Non possiamo permetterci di correre in ordine sparso altrimenti si perde e non tanto la gara per il gestore unico, ma soprattutto un patrimonio di realtà economiche locali importanti, che sarebbe davvero un peccato andasse disperso».

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