
[08/02/2010] News
LIVORNO. Il Consorzio nazionale per la raccolta e il trattamento di pile e accumulatori esausti (Cobat) non è tenuto a pagare la sanzione di 4.400.000 euro imposta dall'Antitrust. Perché al tempo, il Cobat non era soggetto alla disciplina della concorrenza in quanto considerato organo di diritto pubblico che trattava rifiuti piombosi. Dunque, seguendo le ragioni del Cobat, il Tribunale amministrativo del Lazio annulla la sanzione imposta dall'Antitrast.
E' il decreto 188/ 2008 (di recepimento della normativa comunitaria) che modifica il regime e che introduce - insieme all'estensione dell'obbligo di raccolta e recupero delle pile, batterie e accumulatori anche a chi le produce, le importa e le distribuisce - la possibilità della nascita di più consorzi per adempiere agli obiettivo. Infatti fino al 26 settembre 2009 la raccolta e il recupero era di esclusiva competenza del consorzio obbligatorio, il Cobat, che aveva però il compito di ritirare e portare a recupero e corretto smaltimento solo le batterie esauste dei veicoli.
La Direttiva e il relativo decreto di recepimento riguardano, invece, tutti i tipi di pile e accumulatori, di qualsiasi forma, volume, peso e destinazione d'uso e prevede la costruzione di un sistema che gestisca in Italia la raccolta e invio a riciclo di tutti i tipi di pile e accumulatori. L'apertura del settore ha portato dunque, al fiorire di nuovi consorzi in gran parte dei casi in seno a quelli nati per il recupero dei Raee.
Fra l'altro, come conseguenza di questi cambiamenti, lo statuto e la struttura del Cobat si sono rinnovati (a ottobre 2009) allargando le proprie competenze a sostegno della categoria dei produttori di pile e accumulatori. L'assemblea dei soci del Consorzio nazionale batterie esauste ha quindi approvato il nuovo statuto del Consorzio.
Infatti il decreto (art. 20) riconosce il Cobat come uno dei sistemi di raccolta, attribuendogli anche funzioni di trattamento e riciclo/smaltimento delle restanti categorie di pile ed accumulatori non al piombo. Adesso dunque si può parlare di libera concorrenza e non al tempo quando il Cobat era l'unico consorzio per il solo recupero delle batterie al piombo.