[08/02/2010] News

Il vuoto a rendere in Senato

ROMA. I senatori Ferrante, Amati, Antezza, Baio, Bruno, Bubbico, Carloni, Chiaromonte, Chiti, Della Seta, Di Giovan Paolo, Donaggio, Magistrelli, Negri e Nerozzi hanno presentato il disegno di legge "vetro indietro" che era già stato proposto alla Camera dei Deputati nel dicembre 2009.

Giuseppe Cuzziol, presidente di Italgrob (la Federazione italiana grossisti e distributori di bevande) e del Comitato Vetro Indietro, sottolinea che «La presentazione al Senato del disegno di legge sul vuoto a rendere rappresenta per il nostro Comitato una conferma dell'interesse e dell'utilità del progetto Vetro Indietro, un risultato che ci spinge a continuare con impegno nella sperimentazione sul campo e a mantenere attive tutte le attività e le proposte per un veloce ritorno alla pratica».

Il Comitato Vetro Indietro spiega che si tratta di un'iniziativa di Francesco Ferrante,  Senatore Pd, membro della segreteria nazionale di Legambiente e vicepresidente del Kyoto Club, che spiega: «Per ridurre le enormi di quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno occorre reintrodurre in Italia la buona pratica del vuoto a rendere che la cultura dell'usa e getta ha spazzato via, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Non si tratterebbe semplicemente di un nostalgico ritorno al passato, perché grazie al progetto strategico Vetro indietro e il coinvolgimento di Italgrob, Fipe-Confcommercio, Legambiente e le  aziende leader nel settore della produzione di bevande si otterrebbero sostanziali benefici ambientali ed economici, con la riduzione della Tarsu e dell'iva. Negli Stati Uniti d'America, in circa dodici Stati,  è in vigore l'utilizzo del vecchio sistema, regolato dal "Bottle Bill", che ha diminuito fino al 70% i rifiuti di lattine, cartoni e vetro, mentre in Germania e nei Paesi scandinavi il sistema del "vuoto a rendere" è una prassi mai caduta in disuso, che in Italia potrebbe essere reintrodotta mediante l'istituzione di vere e proprie filiere di recupero degli imballaggi, la creazione di sistemi di cauzioni più moderni, ma soprattutto l'incentivo, per i soggetti aderenti, di sgravi fiscali sulla Tarsu e dilazioni di pagamento dell'Iva. Nel nostro Paese la produzione dei rifiuti urbani continua ad aumentare di anno in anno. Occorre rimettere al centro delle politiche sui rifiuti la Riduzione, la prima delle 4 R della gerarchia europea per gestire correttamente i rifiuti, ma anche la più disattesa. Come previsto dalla nuova direttiva europea, entro il 2013 il nostro Paese deve adottare il suo Programma nazionale di prevenzione rifiuti che dovrà prevedere la diffusione delle buone pratiche locali e soprattutto azioni nazionali strutturali. Il ritorno del vuoto a rendere, già al centro di una proposta di legge alla Camera degli on. Mazzocchi e Gava, va proprio in questa direzione, perché riciclare una bottiglia integra consente un risparmio energetico cinque volte superiore alla fusione del vetro rottamato e permette di riutilizzare un contenitore più di cinquanta volte. Il vuoto a rendere non è altro che l'uovo di Colombo per quelle imprese  rispettose dell'ambiente  che sanno cogliere l'opportunità di un 'risparmio collettivo', e per le nostre città sempre più assediate dai rifiuti».

Il progetto Vetro Indietro è già stato sperimentato in alcuni comuni del trevigiano; i risultati sono stati analizzati dall'Università Ca' Foscari Venezia ed hanno consentito di individuare e calcolare i benefici ambientali connessi in particolare al "riuso" delle bottiglie in vetro. Hanno partecipato 30 esercizi tra bar e ristoranti, che hanno ricevuto contenitori carrellati da 240 litri. Ogni contenitore per la raccolta è personalizzato con il logo dell'iniziativa e con un codice a barre identificativo che consente il monitoraggio della produzione dei singoli partecipanti. Alla consegna dei kit, che variavano secondo le dimensioni delle aziende, gli aderenti hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che riguarda finalità del progetto, la durata e gli impegni da mantenere dalle parti.

«Dai dati esaminati e presentati - ha detto Cuzziol - emerge chiaramente come l'applicazione di sistemi di riutilizzo degli imballaggi sia sostanzialmente positivo in termini di consumi energetici ed emissioni di gas serra».

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