[09/02/2010] News

La Corea del nord ora (ri)vuole la denuclearizzazione dell'intera penisola

LIVORNO. Il capo della dittatura dinastico-stalinista della Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc) Kim Jong-il ha riproposto la posizione "storica" della Corea del nord: la denuclearizzazione dell'intera penisola coreana. Con una bella dose di faccia tosta Kim ha detto al più che comprensivo capo del Dipartimento internazionale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, Wang Jiarui, in visita a Pyongyang, che «La sincerità delle parti coinvolte per riprendere i colloqui a 6 è molto importante. La Rpdc è pronta a fare degli sforzi con la Cina per rafforzare la comunicazione e il coordinamento».

La stessa agenzia ufficiale cinese Xinhua ammette però che «I colloqui a 6 (Cina, Corea del sud, Stati Uniti, Giappone, Rpdc e Russia) sono attualmente ad un punto morto». L'impenetrabile e misterioso dittatore nordcoreano ha comunque omaggiato i compagni cinesi, complimentandosi per le realizzazioni della Cina  «nei campi dell'economia e dello sviluppo sociale», poi si è detto «fiducioso per il futuro quanto al rafforzamento delle relazioni  del mio Paese con la Cina». Il 2009 ha segnato il  sessantesimo anniversario dello stabilimento delle relazioni tra i due Paesi e "l'Anno dell'amicizia Rpdc-Cina", evento durante il quale diverse attività organizzate hanno dimostrato il dinamismo dell'amicizia bilaterale».

Poi Kim ha naturalmente chiesto di rafforzare ancora di più gli scambi tra il Partito del lavoro della Corea e il Partito comunista cinese. Eppure la grande Cina lanciata verso lo sviluppo del socialismo-capitalista non può rinunciare a questa imbarazzante e traballante pedina della nuova guerra fredda-light asiatica, a questo impresentabile alleato che ha bloccato il tempo di un intero Paese in una brutta favola staliniana:  Wang ha trasmesso al dittatore di Pyongyang un caloroso messaggio del presidente cinese H Jintao che ha presentato al Partito del lavoro, al governo ed al popolo nordcoreano gli auguri del Partito fratello cinese e del governo di Pechino per il Festival di primavera.

Nel suo messaggio Hu sottolinea i l'interesse particolare della Cina per le relazioni con la Rpdc (che d'altronde i comunisti cinesi hanno fatto nascere e difeso durante la guerra con gli Usa e che ora tengono in piedi) e si è detto «Pronto ad approfondire l'amicizia tradizionale tra i due Paesi, a rafforzare la cooperazione ed a sviluppare gli sforzi congiunti con la Rpdc per mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana», poi ha invitato i dirigenti nordcoreani a visitare la Cina.

Tutta questa cortesia fa probabilmente parte anche degli "avvertimenti" che la Cina lancia agli Usa ed ai suoi alleati asiatici dopo lo scontro su Google e la decisione di Obama di ricevere il Dalai Lama, un'offensiva del sorriso e della determinazione che tocca da subito aree sensibili come la Corea del sud. Non è certo un caso se l'agenzia stampa ufficiale nordcoreana Korean central news agency (Kcna), ripresa da Xinhua, informa che la  Rpdc ha invitato il governo di Seoul a lasciar cadere ogni pregiudiziale per la ripresa delle visite turistiche transfrontaliere (che poi sono solo dei sudcoreani a nord).

Secondo il ministero sud-coreano per l'unificazione le cose stanno in ben altra maniera: «La Corea del sud e la Rpdc hanno s discusso lunedi della ripresa delle visite turistiche trasfrontaliere ma hanno fallito nel risolvere le differenze, comprese le misure miranti ad assicurare la sicurezza dei turisti sudcoreani». 

La Kcna invece afferma che »La Corea del Sud lunedi ha continuato a discutere di tre condizioni ed ha rifiutato di fissare una data per i prossimi contatti. Durante le discussioni, la Corea del sud ha reiterato la sua posizione secondo la quale le due parti, prima della riapertura delle visite turistiche, devono mettere in atto delle n misure per assicurare la sicurezza dei turisti». Quel che sembra strano ai compagni nordcoreani è invece una richiesta plausibile, visto che nessuno sa ancora chi ha ucciso con un colpo di fucile un turista sudcoreano nel 2008. Dopo questo assassinio furono interrotte le visite al Monte Kumgang ed alla città di frontiera di Kaesong, sulla costa occidentale nordcoreana. Ma la Kcna rivela che «Seoul aveva fatto sapere che il fatto che la Rpdc accetti le sue richieste non condurrebbe automaticamente alla ripresa delle visite turistiche. Non c'è niente che possa ostacolare la ripresa di questi tour turistici perché la Rpdc ha già chiarito la verità che è dietro l'incidente ed ha fermamente garantito ad alto livello che un incidente simile non si ripeterà ed ha assicurato la sicurezza dei turisti del sud».

La tensione Cina-Usa si riflette agli immediati confini dei loro più stretti alleati "di necessità" ed anche quello che fino a pochi giorni fa Seoul considerava un gesto di pace da parte della Rpdc dopo scontri non solo verbali, ora è guardato con sospetto. Per una volta Kim Jong-il può fare il moderato e il pacifista, ritornando alla richiesta di una denuclearizzazione che nega con la corsa zoppicante al nucleare e proponendo di riaprire ai turisti la frontiera di Kaesong dal primo marzo e il Monte Kumgang dal primo aprile.

Non crediamo che i sudcoreani abbiano la tradizione del pesce di aprile, ma comunque stanno sempre più sospettando che si tratti dell'ennesimo brutto scherzo del nord e degli amici cinesi. 

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