
[09/02/2010] News toscana
PORTOFERRAIO (Livorno). I protagonisti del corteo che oggi ha visto sfilare qualche centinaio di persone lungo le strade del capoluogo elbano ha avuto sicuramente come protagoniste le categorie economiche: i commercianti hanno abbassato le serrande su invito di Confesercenti e Confcommercio e gli albergatori e gli artigiani elbani hanno aderito da subito al corteo contro la parte aerea dell'elettrodotto che attraverserà la piana centrale elbana, mentre il parco nazionale ha imposto a Terna l'interramento nel suo territorio anche Zona di protezione speciale.
Nonostante questo proprio il parco è stato per settimane al centro di un singolare attacco (e qualche residuo eco è risuonato anche oggi) che si basa su una stranissima teoria riassumibile così: siccome il parco ha fatto interrare la linea nel suo territorio doveva costringere anche gli altri (Comune di Portoferraio, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Soprintendenza, ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente) a farlo anche all'esterno del parco. Nessuno spiega però come avrebbe potuto fare e con quali poteri "sostitutivi". Una richiesta che Legambiente ha subito bollato come una fesseria e che le è costata gli attacchi del movimento antiparco e della Lega Nord che ora sembrano dei pasdaran ambientalisti. Sembrano invece diventati molto più cordiali, dopo alcune incomprensioni iniziali, i rapporti tra gli ambientalisti ed il Comitato per l'intero interramento dell'elettrodotto di Terna e si annuncia una prossima riunione con Legambiente.
Il corteo di oggi punta a bloccare i lavori già avviati (e autorizzati da una Conferenza dei Servizi) di un progetto molto ridimensionato grazie all'opposizione del comune di Portoferraio, del parco, di altri comitati e di Legambiente, che inizialmente prevedeva oltre 100 piloni seminati in mezza isola. L'attuale tracciato prevede un cavo sottomarino molto più lungo e 13 chilometri di linea elettrica a terra, nel territorio dei comuni di Portoferraio, dove insiste il tratto di linea aerea di 7 km, e Rio nell'Elba e Rio Marina, dove l'elettrodotto, grazie al parco sarà quasi interamente interrato.
Alla manifestazione molta gente, proibite le bandiere di partito, e partecipazione di tutte le amministrazioni comunali, anche se gli unici due sindaci di centro-sinistra, quello di Portoferraio, Rioberto Peria, e Danilo Alessi di Rio nell'Elba, gli altri 6 comuni elbani hanno inviato con la fascia tricolore i vice, assessori e consiglieri. Alessi ha dichiarato al Tirreno: «Questa contro i tralicci deve essere una battaglia di tutta l'Isola d'Elba, solo così si può ottenere qualcosa. Sappiamo che il problema è economico, perché interrare tutti i 13 chilometri di cavi è più costoso, ma il ministero dello Sviluppo economico deve capire che i tralicci porterebbero all'Elba un danno di immagine, e quindi economico, di proporzioni enormi».