
[11/02/2010] News toscana
LIVORNO. Tornare indietro e ripensare la scelta di un ospedale a Montenero è ancora possibile, nonostante vi sia già una delibera del consiglio comunale approvata, un protocollo d'intesa tra enti già firmato e un accordo di programma che vedrà la luce a giorni. Ne sono convinti gli attivisti dell'Osservatorio sulle trasformazioni urbane livornesi che oggi hanno depositato un esposto contro la decisione dell'amministrazione comunale (già criticata dall'opposizione e finita al centro di un referendum popolare). Secondo l'architetto Leonardo Bertelli, uno dei tecnici che ha redatto il corposo dossier presentato a Regione, Provincia e Procura della Repubblica, l'iter di approvazione per la struttura di Montenero non è regolare. Questi i punti contestati: oltre all'assenza di un percorso partecipativo, per l'insediamento nell'area dell'istituto Pascoli sarebbe necessaria «un'adozione formale della variante da sottoporre a conferenza dei servizi con le relative osservazioni». Stessa musica per gli interventi di riqualificazione della vecchia struttura di Viale Alfieri, dove secondo l'Osservatorio, anche qui, è obbligatoria una variante al piano regolatore. Una mancanza di pianificazione complessiva, che ha prodotto conseguenze paradossali. «Allo stato attuale abbiamo strumenti urbanistici che prevedono due ospedali - ha spiegato Bertelli. E' stata utilizzata una prassi al di fuori di ogni regola vigente che impone un iter diverso da quello messo in atto. Il risultato, è un consumo eccessivo del territorio urbano e uno sviluppo urbanistico incontrollato e incoerente».
Ecco dunque un nuovo fronte del no all'ospedale, che ha deciso, dopo innumerevoli tentativi di dialogo con le istituzioni, di passare alle maniere forti. «Non siamo giustizialisti e non pensiamo che siano stati commessi reati - spiega Daria Faggi dell'Osservatorio. Pensiamo però che ci siano delle irregolarità e non vogliamo subirle». Vediamo allora quali sono nello specifico i punti contestati. Innanzitutto l'attuale piano strutturale. Lo strumento urbanistico in vigore prevede un ospedale che "insiste nell'area attuale di Viale Alfieri", dove invece il Comune ha pensato di realizzare un'area di "trasformazione urbana". «A questo proposito - spiegano nell'esposto gli attivisti - si evidenzia la recente sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che non si possono variare automaticamente i piani urbanistici comunali, né derogare dalle norme dei piani provinciali e regionali, per privatizzare aree ed edifici del patrimonio pubblico».
Il Comune, quindi, non può dismettere parte dell'ospedale e destinarne una parte a case e uffici. Come non può, sempre secondo l'osservatorio, vendere gli edifici che ospitano l'attuale distretto sanitario di Viale Alfieri.
Non meno lacunoso, il problema del trasferimento degli anziani dell'istituto Pascoli destinato, per far posto alla nuova struttura, alla demolizione. «Le previsioni di sostituzione delle residenze per anziani - si legge nell'esposto - non sono suffragate da relazioni che attestano il rispetto delle schede normative e delle disposizioni del sottosistema insediativo di Colline». Tempi e modi non chiari, dicono dall'Osservatorio, per dare una risposta alla necessità di avere, da subito, delle residenze sanitarie assistite.
Ma il vero errore del Comune sembra quello di non aver pensato organicamente a una città del futuro. «Non c'è nessuna ricerca seria o studio sugli effetti a catena che il nuovo insediamento produce sugli equilibri generali della città in assoluto contrasto con la legge regionale, n.1 del 2005». Un vero e proprio "tsunami sulle previsioni delle norme vincolanti e invarianti previste nel piano strutturale" al quale si può porre rimedio. «Non è troppo tardi - spiega Daniela Bertelli, una delle firmatarie dell'esposto. Chiediamo allo politica di fare un passo indietro, sospendere gli atti, e ripensare una scelta, che dal punto del rispetto delle normative, è considerarsi illegittima». Una linea dura che si va ad aggiungere a quella del referendum con la quale l'amministrazione deve fare i conti.