
[02/03/2010] News
LIVORNO. La Commissione di Stato per lo sviluppo e la riforma ha confermato che il Consiglio degli affari di Stato (il governo cinese) prenderà iniziative concrete per sviluppare un'economia a basso tasso di carbonio «dopo essersi impegnato a ridurre considerevolmente il suo tasso di utilizzo e di emissione di carbonio durante la Conferenza di Copenhagen nel 2009».
La Commissione di Stato per lo sviluppo e la riforma, in un rapporto alla undicesima Assemblea popolare nazionale (Apn, il Parlamento cinese) ha spiegato che «La Cina includerà i suoi obiettivi a basso tasso di carbonio nel suo XII Piano quinquennale per lo sviluppo economico nazionale (2011-2015), al fine di edificare una società del risparmio energetico ed ecologica».
Secondo il documento il governo di Pechino avvierà una serie di iniziative tecnologiche e di misure fiscali «per promuovere l'utilizzo delle energie non-fossili e rinnovabili, come l'energia eolica, solare, biologica, geotermica e nucleare, con l'obiettivo di aumentare la loro proporzione nel consumo energetico primario dal 9,9% a fine 2009 a circa il 15% nel 2020».
La Commissione ha anche deciso di stilare un inventario delle emissioni di gas serra «per costruire un sistema di controllo e di verifica destinato e ridurre le emissioni di carbonio», di «limitare la costruzione di impianti ridondanti e di industrie in sovra-produzione, quali quelle dell'acciaio, del cemento e dell'alluminio, e di sviluppare un utilizzo efficiente dell'energia e la protezione dell'ambiente».
Il governo cinese ha infine confermato il gigantesco Piano di trasferimento delle industrie dalle ricche ed avanzate regioni della costa orientale verso il centro e l'occidente del Paese. Nel novembre 2009 il Consiglio degli affari di Stato aveva annunciato che la Cina avrebbe ridotto l'intensità delle sue emissioni di CO2 per punto di Pil dal 40 al 45% entro il 2020 rispetto a quelle del 2005.
Ieri Jia Quilin, il presidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo Cinese, ha chiesto ai consiglieri politici del Partito Comunista «di prendere coscienza della loro pesante responsabilità e di essere pronti a fornire dei consigli utili perché il Paese possa lottare efficacemente contro il cambiamento climatico».
Il problema della Cina si chiama carbone e già a fine gennaio il Consiglio di Stato aveva già preso il toro perle corna avvertendo l'amministrazione dello Shanxi, la principale provincia carbonifera della Cina, ad adottare tecnologie ad basso consumo di carbone. Il governo aveva inviato il ministro Liu Yandong nello Shanxi per svolgere una breve inchiesta dalla quale è emerso che «la provincia deve sviluppare, nell'industria carbonifera, maggiori sforzi per sviluppare delle tecnologie rispettose dell'ambiente e che risparmino energia, quali le tecnologie di liquefazione e di gassificazione del carbone. Lo Shanxi deve applicare maggiori tecnologie a bassa emissione di carbonio nel settore industriale, nell'infrastrutture e nei trasporti. La provincia dovrà anche sviluppare delle tecnologie di produzione di energia pulita, come delle centrali solari o eoliche, favorendo anche lo sviluppo del risparmio energetico e di veicoli che consumano nuove energie. Grazie all'applicazione armoniosa delle tecnologie a basso tenore di carbonio, la provincia potrebbe trasformare il suo sviluppo economico in un modello ad alta efficienza energetica ed a basse emissioni di carbonio».
Un altro progetto pilota sul quale il governo centrale di Pechino sembra puntare molto è quello per la costruzione della città modello di Lingang a bassi consumi di CO2, che sorgerà vicino a Jiangyin nella provincia di Jiangsu. Per la sua progettazione è già stato firmato un accordo con le imprese tedesche Dekra e I.Design Engineering Architect Holding Group (I.Dea).
In realtà si tratta di una città satellite di Jiangyin, un ampliamento del popoloso quartiere di Shengang, che dovrebbe essere realizzata in tempi record (dai 3 ai 5 anni), con un'estensione di 2,63km2, ed alla quale è stato affibbiato l'inquietante nome di "Nuovo Mondo di Lingang" che ricorda tanto il libro di fantascienza di Aldous Huxley e la sua società disumanizzata.