[05/03/2010] News toscana
PISA. Cosa accade se, in una giornata soleggiata d'inizio primavera, un gruppo di studenti di fisica inizia a pensare di sperimentare quanto imparato a lezione? ... A Pisa è nato così eigenLab, il nome significa semplicemente autoLaboratorio e il suo manifesto, reperibile sul sito web eigenlab.tk, lo definisce così: «un laboratorio autogestito per l'autoproduzione e l'autoformazione, ovvero la costruzione di cose utili partendo da materiali "di recupero", per dimostrare a tutti che è possibile e facile fare da se (quasi) qualunque cosa». Alessandro Iannarelli ne fa parte fin dall'inizio.
Quand'è nato eigenLab?
«Ufficialmente eigenLab nasce il 14 Maggio 2009, giorno in cui il progetto è stato riconosciuto dal dipartimento di fisica dell'Università di Pisa. Il progetto però l'avevamo già in testa già da qualche mese. Volevamo sperimentare quello che ci veniva insegnato e magari anche approfondire le nostre conoscenze. Ad oggi ruotano intorno al nostro sito oltre centro studenti dei quali più della metà è attualmente coinvolto nella realizzazione di vari progetti».
Che funzione vuole avere il vostro laboratorio?
«eigenLab risponde all'esigenza di avere a disposizione uno spazio accogliente, attrezzato e stimolante. Un luogo dove poter scambiare conoscenze e sperimentare in autonomia le proprie intuizioni. eigenLab vuole essere un luogo di aggregazione, sensibilizzazione e discussione rispetto ai vari temi ambientali, dallo sviluppo sostenibile al problema energetico».
A questo proposito quali sono nel concreto i traguardi che avete raggiunto fin ora?
«Lo scorso 4 dicembre abbiamo organizzato un workshop a cui ha partecipato, come relatore, Alessandro Cascini, di Mac T (un azienda che si occupa di microgeneratori eolici per uso domestico). Durante la giornata abbiamo presentato i nostri primi due prototipi.
Il primo prototipo è un concentratore solare, uno specchio parabolico, che concentra in un unico punto una quantità di calore sufficiente a far bollire una pentola d'acqua in 6 minuti, durante una giornata perfino non troppo soleggiata.
Mentre il secondo è un generatore eolico, per ora, in scala ridotta ricavato da una ruota di bicicletta, in grado di ricaricare un cellulare o accendere una lampadina.
Come funziona, come nasce un progetto dentro eigenLab?
«Ogni membro dell'eigenLab sceglie un progetto da seguire in gruppo. Ogni gruppo di lavoro è tenuto a riportare sul nostro sito web in maniera organica tutti gli step raggiunti. In questo modo tutti possono sempre essere a conoscenza degli sviluppi, come un diario di bordo».
Al momento su cosa state lavorando?
«Una parte di noi sta lavorando alla progettazione di una pala eolica che possa sviluppare 1 kW di potenza. Per intenderci, due o tre di queste pale potrebbero alimentare un intero appartamento. Un'altra parte si sta occupando della produzione di energia tramite il concentratore solare».
Quando pensate di presentare il prossimo evento?
«Stiamo lavorando per organizzare una manifestazione in cui esporremo il nostro specchio all'esterno, in una bella giornata di sole, offrendo ai passanti pasta cucinata sul posto proprio dalla nostra cucina solare. Pensiamo possa essere un modo efficace per diffondere il nostro progetto, per far riflettere sulla necessita di uno sviluppo sostenibile e, anche, per dimostrare come con poco si possono ottenere risultati interessanti, anche facendo da soli».