[24/03/2010] News

Idrogeno prodotto da batteri e microalghe

FIRENZE. L'idrogeno può essere utilizzato per produrre energia elettrica, ma considerato che è un vettore e non una fonte affinché il processo sia sostenibile deve essere prodotto da risorse rinnovabili. L'Università di Milano Bicocca insieme all'Università svedese di Lund, secondo quanto riportato in uno studio pubblicato sul Journal of the American Chemical Society, stanno cercando di apprendere da quanto avviene in natura.

«L'idrogeno molecolare, considerato oggi uno tra i migliori candidati per lo sviluppo di un nuovo mercato dell'energia - spiegano i ricercatori della Bicocca - non esiste sul nostro pianeta, ma può essere ottenuto a partire da altre sostanze con procedure chimiche o utilizzando i combustibili fossili. Questi metodi, tuttavia, oltre ad esaurire risorse non rinnovabili, generano anidride carbonica in elevate quantità, aggravando l'effetto serra. In natura esistono però microrganismi come batteri e microalghe che, utilizzando enzimi contenenti ioni ferro (le idrogenasi) sono in grado, nelle opportune condizioni, di produrre idrogeno a partire dall'acqua usando la luce del sole come fonte di energia».

Gli scienziati italiani e svedesi hanno concentrato gli sforzi delle loro ricerche proprio sulla struttura di questi enzimi responsabili della produzione di idrogeno «Far luce sul ruolo dei vari componenti presenti negli enzimi - sottolinea Luca De Gioia, coordinatore del progetto condotto dal dipartimento di biotecnologie e bioscienze della Bicocca - permette di avere una migliore comprensione dei processi metabolici alla base della produzione biologica di idrogeno e apre nuovi scenari per la progettazione di catalizzatori di nuova generazione e per il loro utilizzo nelle batterie a combustibile del futuro».

Per arrivare alle applicazioni in forma estesa di queste ricerche, sono necessari investimenti, tempo e verifiche ma ci sono anche altri aspetti importanti che riguardano la ricerca di base che sono sottolineati dagli scienziati «Lo studio di questi enzimi rappresenta un emozionante viaggio tra i processi metabolici che hanno accompagnato lo sviluppo della vita sulla Terra - hanno dichiarato Maurizio Bruschi e Claudio Greco, ricercatori del team - Infatti, recenti studi hanno svelato che l'atmosfera del nostro pianeta conteneva idrogeno all'epoca della comparsa dei primi organismi viventi. La diffusione delle idrogenasi tra innumerevoli classi di organismi diversi, anche arcaici, testimonia la versatilità della natura nell'utilizzo delle risorse energetiche, un esempio di cui è importante fare tesoro».

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