
[07/04/2010] News
FIRENZE. Arriva oggi a Roma l'equipe di Greenpeace che sta compiendo con un bus il suo tour europeo contro gli Ogm. Gli attivisti dell'associazione ambientalista raccolgono, in lungo e largo per il "vecchio continente", le testimonianze di agricoltori, autorità e cittadini contro gli organismi geneticamente modificati, per poi trasferirle prima a Zapatero in Spagna (attuale referente della presidenza europea) e in seguito a Bruxelles da Barroso, quale presidente della Commissione Ue.
«La Commissione di Barroso sta sguazzando in un pericoloso esperimento genetico, cercando di imporre con la forza gli Ogm ai cittadini europei- ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della Campagna Ogm di Greenpeace- L'Italia non vuole e non ha bisogno di Ogm: chiediamo al governo italiano di adottare con urgenza le clausole di salvaguardia nazionale per impedire la coltivazione in Italia di mais e patate transgenici, e a livello europeo l'adozione di una moratoria sull'approvazione degli Ogm. Un atto dovuto per preservare la nostra agricoltura e il nostro cibo dai pericoli e dalle contaminazioni legate agli organismi geneticamente modificati» ha concluso Ferrario.
Presso il bus di Greenpeace, fermo vicino al Colosseo sotto lo striscione "Italia libera da Ogm", sarà possibile firmare la petizione sostenuta da tutte le organizzazioni (Coldiretti, Cna Alimentare, Cia, Aiab, Amab, Legacoop, Lega Pesca, Unci, Federconsumatori, Adusbef, Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino Legambiente, Wwf, Greenpeace, Vas, Fondazione Univerde, Slow Food, Acli, Crocevia, Focsiv, Greenaccord, Federparchi, Campagna Amica, Città del Vino) aderenti alla task force "Per un'Italia libera dagli Ogm" che partecipano alla manifestazione odierna.
«Sdoganare gli Ogm nel nostro Paese significa andare contro l'eccellenza del Made in Italy, compromettere la qualità che contraddistingue il nostro comparto agroalimentare e minacciare la salute dei cittadini, visto che i rischi legati all'uso di questi organismi non sono ancora chiari- ha sottolineato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza- Per questo oggi sollecitiamo ancora una volta il ministro della salute Ferruccio Fazio e quello dell'ambiente Stefania Prestigiacomo a controfirmare il decreto voluto dal ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, che attua la procedura di diniego della messa in coltura di mais Ogm, ordinando lo stop definitivo all'ingresso sui campi di sementi modificate. E ci auguriamo che dopo aver impedito al mais transgenico di essere coltivato nei nostri campi, il ministro scelga anche di utilizzare la clausola di salvaguardia, prevista dall'Unione europea, per la coltivazione della Patata Ogm. Solo impedendone la coltivazione, infatti, potremo proteggere pienamente l'agricoltura italiana e garantire l'assoluta sicurezza dei nostri prodotti agricoli» ha concluso il presidente di Legambiente.
Il bus "No Ogm", in arrivo dall'Ungheria, dopo la tappa romana si dirigerà verso la Francia.