
[20/04/2010] News
LIVORNO. La prossima conferenza dei capi di Stato dell'International conference on the Great lakes region, dovrebbe occuparsi del saccheggio delle risorse naturali e decidere finalmente di mettere in campo un sistema di sorveglianza e di certificazione dei minerali nella regione dei Grandi Laghi, piegata da anni di infinita guerra e guerriglia per nascondere e favorire il saccheggio del territorio. Si tratta della certificazione di tutti i minerali esportati, come è già successo con il processo di Kimberley per i diamanti.
Come scrive Freddy Monsa Iyaka Duku sul giornale di Kinshasa Le potentiel «Il processo di Kimberley è servito come ispirazione per chiudere le valvole che servivano a mantenere e sostenere i conflitti armati nella regione. Perché, solo nel caso della Repubblica democratica del Congo (Rdc), ampiamente e gravemente colpita dal saccheggio delle sue risorse, secondo l'Ogt, Observatoire gouvernance et transparence, questo Paese ha perso tra il 1999 e il 2004 più di 10 miliardi di dollari. Una soma che gli avrebbe permesso di pagare il suo debito estero e di moltiplicare i progetti di sviluppo economico».
Quello che è emerso da un work shop preparatorio del documento da sottoporre all'International conference on the Great Lakes region è la necessità di un sistema che tenga di conto del ruolo dei governi, delle imprese private e della società ciovile, in modo che vengano rispettati almeno i principi generali e che l'industria mineraria venga controllata in tutta la sua filiera: dai pozzi al consumatore.
Le Potentiel evidenzia che la Rdc è il solo Paese della Regione dei Grandi Laghi colpito da questo sfruttamento illegale: la spoliazione delle sue miniere, per il periodo che va dal 1999 al 2004, ha fatto perdere alla Rdc più di 10 miliardi di dollari: «Se spostiamo più avanti le indagini fino al 2010, abbiamo ragione di ritenere che l'ammontare sarà molto superiore, visto che le frodi si sono intensificate con la guerra del tra la Cndp e le Fardc. E dire che questa somma avrebbe permesso alla Rdc di ripianare il suo debito per il quale continua a mettersi in ginocchio davanti alle istituzioni della Bretton Woods per implorare la cancellazione del suo debito valutato in circa 12 miliardi di dollari. Questa somma avrebbe potuto permettere al governo di elaborare dei progetti di sviluppo economico per accrescere la produzione nazionale e migliorare le condizioni di vita della popolazione, la ricca Repubblica democratica del Congo si contenta di figurare tra I Paesi poveri dell'Africa e si dibatte penosamente per raggiungere il punto di partenza per beneficiare s dei favori elargiti dal programma Ppte. Paradossale». Il Ppte è l'iniziativa in favore dei Paesi poveri molto indebitati lanciata dal G7 nel 1996, che definisce un quadro globale per Banca mondiale e Fondo monetario internazionale e Paesi creditori per alleggerire il debito di 42 Paesi Africani (in grande maggioranza) latinoamericani e il Myanmar.
Il documento che verrà esaminato dal summit dei Capi di Stato dei Paesi dei Grandi Laghi è stato redatto da Shawn Blore e Ian Smile con l'assistenza finanziaria del Canada. I due ricercatori hanno verificato sul campo il saccheggio mentre si compie, con le risorse della Rdc che escono dal Paese attraverso le permeabilissime frontiere dei suopi vicini. I due ricercatori propongono un sistema "tipo Kimberley" che risulti soddisfacente per tutti attraverso un "sistema di certificazione" che integri tutti i mercati della regione.
I minerali sono stati riconosciuti ufficialmente come la vera causa dei conflitti che hanno sconvolto la regione dei Grandi Laghi e un meccanismo per fermare lo sfruttamento illegale delle risorse naturali permetterà probabilmente di fermare le bande di predoni e soldati che si mascherano dietro la lotta per la democrazia o l'odio etnico. Le Potentiel fa l'esempio dell'oro: «Questo minerale è quello più esportato illegalmente. Come nel caso dell'Uganda, che ne produce solo una parte insignificante, ma figura curiosamente tra i grandi esportatori di nero, grazie alle miniere della Rdc». Per quanto riguarda la cassiterite (biossido di stagno) nelle ultime statistiche «Il Rwanda passa per un grande esportatore, mentre non ne produce affatto. Oltre alle entrate che sfuggono alla Repubblica democratica del Congo, in più questo sfruttamento illegale provoca l'esodo delle popolazioni».
La Conferenza dei Grandi Laghi dovrà dotarsi di un quadro complete dello sfruttamento illegale delle risorse naturali. Intanto è stato verificato che il 99% dell'oro esce dai confini della Rdc senza nessun controllo; non esistono controlli sulle quantità di minerali realmente prodotte; le documentazioni richieste non sono uniformi; alcuni documenti regionali sono in francese ed altri in inglese o in swahili; le multinazionali e le imprese private agiscono in maniera opaca senza nemmeno rivelare i nomi dei loro negoziatori e frodando il fisco, con un mercato fortemente infiltrato da poteri criminali e riciclo di denaro sporco. Occorrono quindi verificatori realmente indipendenti, con una forte conoscenza della regione e che siano in grado di verificare l'origine dei minerali e di analizzare periodicamente le statistiche. Inoltre, secondo Shawn Blore e Ian Smile, bisogna fissare tasse precise sul minerale e niente deve più uscire allo stato grezzo dalla Rdc che deve «Soprattutto appropriarsi di questo sistema per gestirlo, perché la Rdc è il Paese che paga il prezzo più elavato di questo sfruttamento illegale delle risorse naturali. La partita diventa interessante. La palla si trova nel campo congolese, per valutare meglio questo cambiamento e le sue conseguenze politiche, economiche e sociali nella regione dei Grandi laghi».