[26/04/2010] News

Al via il Protocollo di Kiev sugli inquinanti, ma senza l’Italia

LIVORNO. Si è conclusa a Ginevra la prima riunione del Kiev Protocol on Pollutant Release and Transfer Registers (Prtr), approvato nel 2003 ed entrato in vigore nell'ottobre 2009. Del Ptr fanno parte 23 Paesi europei (Albania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia , Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria) e l'Ue, ma non l'Italia. L'Austria ha ratificato il Protocollo il 23 marzo e ne diventerà parte il 21 giugno 2010. Il protocollo fa parte della Convention on Access to Information, Public Participation in Decision-making and Access to Justice in Environmental Matters, conosciuta come Convenzione di Aarhus, entrata in vigore nell'ottobre 2001.

Si tratta del primo patto giuridicamente vincolante per le sostanze inquinanti, che impone ai Paesi di riferire pubblicamente ogni anno le quantità di alcuni tipi di inquinanti come i gas serra o metalli pesanti, emessi nell'atmosfera o trasferiti ad altre strutture da fonti come impianti chimici, centrali elettriche, raffinerie di petrolio e gas, miniere e impianti di rifiuti. Il protocollo è aperto a Stati che fanno parte della convenzione ed all'adesione di Stati al di fuori della Commissione economica dell'Onu per l'Europa (Unece). Così, nonostante il suo legame importante con la Convenzione di Aarhus, il protocollo ha alcune delle caratteristiche di un trattato indipendente con una portata potenzialmente globale

Ján Kubiš, segretario esecutivo dell'Unece, spiega che «Il protocollo stabilisce un nuovo punto di riferimento internazionale per garantire l'accesso del pubblico alle informazioni sulle minacce per il nostro ambiente delle emissioni tossiche. Consentirà ai normali cittadini, semplicemente usando internet, di scoprire quali siano le principali fonti di emissioni inquinanti nelle loro immediate vicinanze».

A Ginevra le parti del protocollo si sono impegnate a realizzare la piena ed effettiva attuazione del protocollo e hanno invitato i firmatari e agli altri Stati interessati ad aderire al Prtr. L'incontro è terminato con l'adozione di una dichiarazione e di un insieme di decisioni che forniscono le basi per il lavoro futuro e stabiliscono le principali istituzioni e procedure per assicurare l'effettiva attuazione del protocollo, compresi i regolamenti e le procedure, un meccanismo di conformità, un sistema di rapporti sull'attuazione, un sistema di accordi finanziari e un programma di lavoro. Il meccanismo di conformità fa seguito all'approccio utilizzato per il meccanismo di conformità della Convenzione di Aarhus, nel quale ognuno, presentando una denuncia, può attivare la verifica del rispetto attraverso un organo di controllo di conformità.

L'Assemblea ha anche istituito un gruppo di lavoro intergovernativo ed eletto un ufficio di presidenza per sorvegliare il funzionamento del programma di lavoro nei periodi tra le sessioni della conferenza delle parti. L'Ufficio di presidenza è composto da rappresentanti del Belgio (presidente), Norvegia (Vice-Presidente), Gran Bretagna  (Vice-Presidente), Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Commissione europea.

Kubiš ha sottolineato che la maggioranza delle 24 parti del protocollo 24 sono Paesi economie ben sviluppato ed ha messo in evidenza l'importanza di fornire supporto tecnico e finanziario ai Paesi con economie in transizione interessati a sviluppare il Prtr in linea con i requisiti del protocollo.

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