
[29/04/2010] News
LIVORNO. Con un tempismo quasi fantozziano, visto quanto sta accadendo nel Golfo del Messico, dove la marea nera provocata dall'affondamento di una piattaforma petrolifera sta per toccare le coste della Lousiana, il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola (Nella foto), ha firmato un decreto che semplifica le procedure per le attività di ricerca petrolifera svolte d'intesa con le Regioni.
"E' un nuovo passo avanti verso una politica energetica più efficiente,- ha detto il ministro - che valorizzi anche il patrimonio dei giacimenti nazionali di idrocarburi con lo scopo di assicurare al nostro Paese una maggiore sicurezza energetica e ai cittadini e alle imprese un costo dell'energia più basso: non possiamo continuare a pagare il 30% in più rispetto agli altri Paesi europei".
Questa accelerazione sembra anche una risposta al presidente della regione Puglia Nichi Vendola che di recente si è opposto al parere positivo del Ministero dell'Ambiente circa le trivellazioni nel mare tra il Gargano e le Isole Tremiti alla ricerca di petrolio, a 12 chilometri dall'arcipelago e a 11 dalla costa affermando che "Sono un'avventura dissennata non solo per i profili ecologici ma anche per quelli economici".
Con lo stesso decreto sono state fissate anche nuove regole per gli strumenti di misurazione della produzione nazionale di petrolio e gas.
Prosegue così, spiega il ministero, in attuazione della Legge Sviluppo e delle Direttive europee di settore, il ridisegno della disciplina delle attività industriali in sotterraneo, avviato a febbraio 2010 con il D.Lgs. n. 22 sulla geotermia, e che sarà completato, entro giugno 2010, con il nuovo disciplinare sullo stoccaggio di gas naturale ed il recepimento della direttiva comunitaria in materia di cattura e sequestro della CO2.