[03/05/2010] News

Lubrificanti ad uso agricolo dal girasole

GROSSETO. In Umbria la green economy fa un altro passo avanti. O comunque trova nuove basi di sviluppo. E'stato infatti accolto dalla regione nell'ambito del PSR 2007-2013 (asse 1, misura 124), un bando che posiziona l'Umbria ai vertici della ricerca europea nel campo delle filiere agroindustriali per lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti contenenti fonti rinnovabili.

Il bando potrà promuovere, infatti, lo sviluppo di una filiera innovativa ed integrata a basso impatto per la coltivazione del girasole ad alto contenuto oleico per la produzione di lubrificanti ad uso agricolo.

Al progetto lavoreranno il Parco tecnologico agroalimentare 3A, che è capofila, Novamont, l'azienda leader in Italia nella produzione di biopolimeri ricavati da materie prime rinnovabili di origine agricola, la Cooperativa Oro Verde cui partecipano 600 imprenditori affiliati a Coldiretti e Sincro, srl, una joint venture tra Novamont ed Oro Verde per la ricerca, progettazione e sviluppo di nuove filiere integrate sul territorio.

Il parco 3A è nato invece nel 1989, per iniziativa della regione Umbria e finanziato nell'ambito del programma integrato mediterraneo dell'Ue. E' un centro nato per la ricerca e la sperimentazione di tecniche innovative all'interno del sistema agroindustriale, in grado di conservare e migliorare le produzioni tradizionali, combinando produttività e protezione ambientale attraverso avanzate tecnologie e nuove modalità organizzative.

Ed anche questo aspetto, ovvero la stretta collaborazione tra mondo industriale ed agricolo per lo sviluppo del territorio a beneficio di tutte le parti coinvolte, è un altro aspetto assolutamente innovativo del progetto. Si realizzerà infatti l'integrazione tra chimica sostenibile ed agricoltura moderna quale modello di sviluppo basato sul progresso territoriale e non sulla ricerca dei prezzi globali più vantaggiosi.

La scelta di utilizzare il girasole - dice Novamont in una nota- è da ricondursi al fatto che può essere coltivato sia in terreni pesanti che sabbiosi, il cui limite è rappresentato dalla disponibilità idrica. In Umbria gli ettari coltivati a girasole sono circa 40.000 con rese medie ad ettaro 24,5 q/ha ed una produzione totale 100.000 q. Questi dati rendono il girasole la coltura oleaginosa più importante per la regione, mentre le nuove varietà di girasole ad alto contenuto di oleico potranno consentire maggiori rese e la convivenza di varietà tradizionali senza perdite di resa.

La produzione avverrà secondo standard a basso impatto ambientale e saranno condotte prove a basso impatto al fine di razionalizzare gli input (fertilizzazioni, rotazioni, uso di prodotti fitosanitari). L'obiettivo è supportare, attraverso analisi del ciclo di vita (Lca) del prodotto, l'agricoltore per arrivare ad una gestione integrata della produzione, valorizzando sia la produzione agricola che il prodotto finale (lubrificanti), riducendone gli input. L'olio di girasole prodotto sarà destinato alla preparazione e  realizzazione di lubrificanti da usare in agricoltura. Al fine di supportare al meglio queste attività la produzione dell'olio sarà accompagnata da studi di fattibilità, valorizzazione ed analisi di mercati per i prodotti e sottoprodotti della spremitura.

Per lo sviluppo di questi lubrificanti a base vegetale è prevista la realizzazione di un impianto prototipo di distillazione, costruito ad hoc nella stessa regione.

I lubrificanti ed i liquidi idraulici a base di oli vegetali sono inoltre biodegradabili e presentano una bassa tossicità per l'ambiente. A differenza dei lubrificanti classici venduti e usati nel mondo, che finiscono per il 50% nell'ambiente. Dato che la loro composizione è la risultante tra un composto di origine fossile (derivato dal petrolio) e da un pacchetto di additivi, una volta dispersi sono una minaccia per l'ambiente a causa dell'alta percentuale di oli minerali (più del 95%) e della loro tossicità e bassa biodegradabilità.

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