
[04/05/2010] News
LIVORNO. Senza neppure dare la possibilità ai giornalisti presenti di fare domande, Claudio Scajola ha annunciato oggi le sue dimissioni. «In questa situazione che non auguro a nessuno io mi devo difendere - si accora -. E per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni». Scajola ribadisce «di essere estraneo» alla vicenda che lo vuole coinvolto nell'acquisto della casa con fondi neri. «Non sono indagato» ha detto convinto che la sua estraneità alla vicenda «verrà dimostrata». Tuttavia, aggiunge «una cosa l'ho capita. Un ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri». Quindi, annuncia, «se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per annullare il contratto». Per la seconda volta in pochi anni, quindi, il ministro rassegna dunque le sue dimissioni dal governo, sentendosi «vittima di una campagna mediatica senza precedenti, che non dà tregua né respiro». Ricordiamo per la cronaca che l'altra volta, nel 2002, Scajola si dimise dopo le polemiche che seguirono le sue dichiarazioni rilasciate sull'assassinio del professor Marco Biagi che definì «un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza».
Il ministro, prima di lasciare, ha voluto tuttavia elencare le cose fatte: un robusto lavoro sul ritorno al nucleare, la riforma degli incentivi, i grandi progetti infrastrutturali per l'energia, i tavoli per le aziende in crisi. Azioni da lui rivendicate in positivo, ma che dal nostro punto di vista hanno - soprattutto quelle energetiche - riportato l'Italia indietro di trent'anni con un ritorno al nucleare del tutto inopportuno e inutile. «Ho lavorato senza mai risparmiarmi, ne siete testimoni - ha chiamato in causa i giornalisti che però non potevano neppure fare domande come detto sopra - ho dedicato tutte le mie energie e il mio tempo, commettendo sbagli ma sicuramente pensando di fare il bene». Ma Scajola oggi si dimette, convinto che «per esercitare la politica, che è un'arte nobile e con P maiuscola, bisogna avere la carte in regola e non avere sospetti»...
Il suo posto sembra possa essere occupato, sempre che non ci siano altri colpi di scena, da Paolo Romani già viceministro allo Svilupo economico con delega alle comunicazioni. Esperto soprattutto di televisione, di economia e di energia non si è mai occupato.