
[05/05/2010] News
LIVORNO. Sarebbero almeno 5 milioni le persone che ogni anno vengono morse nel mondo da serpenti velenosi, almeno 2,5 milioni subiscono infezioni e danni fisici come paralisi, problemi respiratori, emorragie e insufficienze renali, 100.000 muoiono e circa 300.000 subiscono amputazioni e infermità permanenti.
La maggior parte delle vittime umane dei serpenti velenosi sono donne, bambini ed agricoltori che vivono in comunità rurali povere, dove i sistemi sanitari non sono attrezzati e le risorse mediche sono molto limitate. In Europa e in Italia i morsi delle vipere (che non uccidono un uomo adulto e sano) sono rarissimi e facilmente curabili, mentre secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) i Paesi tropicali e subtropicali in via di sviluppo «Oggi sono davanti ad una penuria mondiale di anti-veleno sicuro ed efficace. Questo è dovuto ad una serie di fattori: una mancanza di dati sul numero e il tipo di morsi di serpenti, delle difficoltà a stimare I bisogni e delle politiche di distribuzione deficienti. Questo contribuisce al fatto che I produttori hanno fermato la produzione o aumentato i prezzi degli anti-veleniferi. Una regolamentazione debole e la messa in vendita di anti-veleni inadeguati hanno portato ad una perdita di fiducia tra i professionisti, i responsabili della salute pubblica e i pazienti».
Per questo l'Oms ha pubblicato delle nuove direttive sul trattamento dei morsi di serpenti, insistendo sul bisogno di avere a disposizione nelle aree più a rischio di anti-veleni sicuri ed efficaci. L'Organizzazione sanitaria dell'Onu ha anche lanciato un sito web che spiega dove si trovano i serpenti velenosi, quale è il loro aspetto e quali siano gli anti-veleno appropriati e dove e come ottenerli. Infatti le comunità rurali trovano nei serpenti velenosi un prezioso alleato contro i roditori che devastano i loro raccolti e la convivenza tra esseri umani e rettili potenzialmente letali è necessaria, la modifica degli equilibri ecologici e lo sterminio dei serpenti velenosi si è sempre tradotta in un danno finale per l'uomo e le attività agricole.
La vice-direttrice dell'Oms, Carissa Etienne, spiega che «Molti Paesi non hanno accesso agli anti-veleniferi dei quali hanno bisogno. Altri utilizzano degli anti-veleno che non sono mai stati testati. Così. spesso, quando le persone vengono morse, non possono ottenere il trattamento di cui hanno bisogno. Questo nuovo strumento aiuterà a mettere fine a tutto questo».
Le linee guida forniscono dettagli per la produzione, la regolamentazione e il controllo delle anti-veleno per i serpenti, mentre la banca dati online individua le specie di serpente velenose per le quali va considerata prioritaria la disponibilità di adeguate riserve di anti-veleno. L'Oms però ritiene necessaria una collaborazione internazionale e richiama i politici, i produttori, i ricercatori gli esperti e le autorità sanitarie nazionali e regionali le organizzazioni internazionali e quelle comunitarie «a lavorare insieme per migliorare l'esistenza di dati epidemiologici affidabili sui morsi di serpenti».
Le informazioni contenute nelle linee guida aiuteranno: i funzionari della sanità pubblica a determinare quali anti-veleno siano necessari nel loro Paese e nella stesura di efficaci politiche nazionali di sanità pubblica; i regolatori nazionali per i farmaci a fissare le priorità per gli anti-veleniferi e per la loro registrazione e valutazione di sicurezza, per la qualità e l'efficacia degli anti-veleno per soddisfare le esigenze nazionali della salute pubblica; le agenzie nazionali che acquistano anti-veleniferi a selezionarli adeguatamente in relazione alle reali necessità del trattamento nazionale; i produttori di antiveleno a fare piani di sviluppo adeguati di produzione e vendita; i medici e gli operatori sanitari nel trattamento di morsi di serpente; la popolazione generale a conoscere ed essere in grado di identificare quali serpenti velenosi vivono nella loro zona.