[10/05/2010] News

Nucleare, l'Ue agli Stati membri: i soldi per la sperimentazione Iter non bastano

LIVORNO. Il costo del progetto Iter, il progetto internazionale per la costruzione e il funzionamento di un reattore sperimentale al fine di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica dell'energia nucleare, ha ampiamente superato le stime iniziali, sulle quali erano basati gli impegni di bilancio dell'Ue.
Per fare fronte a questo progetto e se vuole continuare nella sperimentazione, l'Ue deve riuscire a trovare le risorse supplementari indispensabili all'instaurazione di un quadro finanziario sano e duraturo che copra tutta la durata del progetto fino alla sua conclusione, e non soltanto per i prossimi due o tre anni. Quindi le autorità di bilancio dovranno fornire le risorse aggiuntive necessarie per questo importante progetto e affrontare eventuali future eccedenze di costo.
La Commissione europea, infatti invita il Consiglio e il Parlamento europeo a fornire le risorse supplementari necessarie nel corso di tutta la durata della costruzione di Iter e a prendere una decisione di principio sulla messa a disposizione del finanziamento necessario. La Commissione ritiene che occorra procedere al più presto affinché essa possa informare i partner internazionali che attendono una decisione di Euratom sulla base di riferimento di Iter in occasione della prossima riunione del Consiglio Iter a metà giugno.

E dato che il prestito della Banca europea per gli investimenti non può essere considerata una soluzione adeguata, la Commissione ritiene che l'impegno dell'UE a favore del progetto Iter possa essere rispettato soltanto mediante due opzioni: con il finanziamento supplementare degli Stati membri o attraverso la fissazione di massimali adeguati nelle prospettive finanziarie
Una volta che l'impegno sarà stato espresso, la Commissione presenterà le proposte necessarie per il finanziamento del fabbisogno aggiuntivo di Iter nel 2012 e nel 2013 conformemente alla recente relazione sull'accordo interistituzionale.

La realizzazione del progetto Iter ha come finalità quello di stabilire se la fusione può diventare un'importante fonte di energia che possa contribuire alla strategia Ue per la sicurezza a lungo termine dell'approvvigionamento energetico. Perché, secondo l'Ue «il processo di fusione nucleare consentirebbe di disporre di una fonte di energia sostanzialmente inesauribile in grado di produrre energia sicura e pulita senza emissioni di CO2». Al progetto Iter, infatti, dovrebbe seguire un reattore dimostrativo verso lo sfruttamento commerciale dell'energia da fusione.
E l'abbondanza di verbi al condizionale dovrebbe indicare chiaramente quanto è reale la possibilità di arrivare un giorno a una tecnologia nucleare davvero sostenibile....

Iter è una cooperazione mondiale ossia un'iniziativa pilota che viene realizzato tra la Comunità europea per l'energia atomica (Euratom) e 6 altre parti: Cina, India, Giappone, Corea, Russia e Stati Uniti, firmato a Parigi nel novembre 2006 e entrato in vigore nell'ottobre 2007.

L'accordo ha istituito l'Organizzazione Iter, con piena personalità giuridica internazionale, responsabile della realizzazione congiunta del progetto Iter. L'accordo ha una durata iniziale di 35 anni per la costruzione (10 anni), il funzionamento (20 anni) e la disattivazione (5 anni) dell'impianto Iter. E ha la propria sede proprio a Cadarache in Francia.

Il contributo di Euratom a Iter è gestito tramite l'impresa comune europea per Iter: "Fusion for Energy" (F4E), costituita come agenzia interna europea dal Consiglio nel marzo 2007 con sede a Barcellona. I membri di F4E - Euratom, i 27 Stati membri dell'Ue più la Svizzera - sono tutti rappresentati nelle strutture di governance dell'impresa. Il contributo dell'Ue alla costruzione di Iter riguarda principalmente i sistemi e le componenti maggiori appaltati da F4E e forniti "in natura" all'organizzazione Iter. Spetta al Parlamento europeo concedere il discarico di bilancio dell'impresa comune europea per Iter.

 

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