
[11/05/2010] News
LIVORNO. Il pieno di metano fatto nel garage di casa e proposto dal ministro per la semplificazione Roberto Calderoli non è affatto un'idea pellegrina, come dimostra il fatto che esempi in tal senso in Europa non mancano, e non mancano neppure in Italia, visto che nella Provincia autonoma di Bolzano questa possibilità esiste fin dal 2007, quando fu varata una legge ad hoc per disciplinare questi impianti domestici.
Però non è uno slogan: il pieno a metano in garage non è assolutamente per tutti e non lo è per tutta una serie di motivi. E, infine, non è un'urgenza visto che al massimo potrebbe riguardare una nicchia piccolissima nella nicchia della popolazione. Insomma, non è la soluzione che può rendere finalmente di massa il metano per autotrazione allentando l'Italia dal guinzaglio dei produttori petroliferi.
Ne parliamo con Marco Becarelli, direttore dell'ufficio Prevenzioni incendi della Provincia autonoma di Bolzano, l'ufficio che si occupa proprio di questo tema.
Ingegner Becarelli, ha letto la notizia sui giornali, pare proprio che l'Italia voglia seguire il vostro esempio.
«Sì, però mi permetto di dire che i titoli dei giornali, o comunque la sintesi del ministro, erano fuorviante. Non sarà mai possibile fare il pieno di metano in ogni garage».
Perché?
«Perché è impossibile realizzare un groviglio di tubazioni del metano per i garage in autorimesse sotterranee con accesso da una rampa. O meglio sarebbe possibile ma a scapito della sicurezza. La nostra norma infatti prevede che sia possibile allacciare alla rete del metano soltanto i garage con accesso diretto esterno. Quindi in realtà l'opportunità si riduce di molto, praticamente vale solo per le villette e per alcuni fabbricati in voga negli anni Settanta che avevano i garage direttamente sulla strada».
Attualmente nella Provincia di Bolzano quanti sono i garage dove è possibile fare rifornimento autonomo di metano?
«La legge non prevede la necessità di autorizzazione, quindi è un po' difficile avere statistiche così su due piedi, in realtà qualche tempo fa ho parlato con il produttore e mi ha detto che finora hanno installato una dozzina di impianti».
Un po' pochini.
«Pochissimi. E oltretutto gli impianti sono stati installati quasi tutti da piccole ditte, che hanno magari 3-4 mezzi e che quindi vengono alimentati a turno, sfruttando al meglio le possibilità».
Se l'obiettivo doveva essere quello di sviluppare l'uso del metano per autotrazione non è che abbia funzionato molto bene....
«L'obiettivo era quello di offrire ai cittadini altoatesini la stessa opportunità che hanno molti altri cittadini europei. Invece per quanto riguarda la diffusione di questo combustibile, il meno impattante tra quelli disponibili, stiamo in effetti cercando altri sistemi per incoraggiare il passaggio al metano, che attualmente sconta alcuni difetti, come per esempio quello delle code che si formano ai pochi distributori».
Eppure una recente legge italiana ha autorizzato il self service (con presenza di operatore) che è stata migliorata in Alto Adige, adeguandola agli altri Paesi europei.
«Esattamente. Noi abbiamo appositamente inserito un articolo nella legge sul commercio per consentire agli automobilisti di effettuare il rifornimento self service anche fuori dell'orario di apertura. Questa sarebbe davvero la carta vincente per sviluppare questo carburante e infatti proprio pochi giorni fa sono venuti a trovarci i vertici dell'Eni, riconoscendo il valore dell'iniziativa. Credo che l'Italia per ottenere buoni risultati dal punto di vista quantitativo, più che dei garage farebbe bene a concentrarsi sull'adeguamento della rete del metano, incentivando la modalità self service e aumentato i punti vendita sul territorio».
In Alto Adige quindi è già possibile fare rifornimento self service di metano anche di notte?
«Sì, è possibile in un impianto di Bolzano, che ha avuto la fortuna di essere costruito proprio mentre cambiava la legge e quindi ha potuto sfruttare appieno le opportunità ammortizzando i costi. Spero che l'esempio sia seguito presto anche dagli altri impiantisti altoatesini, che finora sono stati frenati dai costi di adeguamento dell'impianto. Oggi comunque a Bolzano l'automobilista, dopo aver fatto verificare all'operatore del distributore che il suo impianto è adeguato, viene istruito e gli viene consegnata una tessera magnetica, con la quale poi può fare rifornimento quando gli pare. In questo modo vengono rispettati i requisiti di sicurezza richiesti dallo Stato».