
[11/05/2010] News toscana
FIRENZE. La Regione Toscana interviene per migliorare i "segmenti" più arretrati e meno efficienti del servizio idrico integrato: quelli di depurazione e fognatura. In attuazione di una legge speciale approvata dal Consiglio regionale nel marzo 2010, la giunta regionale ha stanziato 7 milioni e 400mila euro che, accorpati ai 12 milioni e 500mila previsti da un obiettivo del Praa (Piano di azione ambientale), saranno destinati agli impianti di depurazione e alle reti di fognatura che servono sia cittadini sia comparti industriali.
«Lo stanziamento di risorse pubbliche velocizza e incentiva azioni già in atto - ha sottolineato l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini (Nella foto) - per le quali gli Ato sostengono un importo molto più elevato finanziato in gran parte dalle tariffe. Ma con la delibera appena approvata la Regione da un lato riconosce la necessità di mettere a disposizione risorse pubbliche per contenere quanto più possibile gli aumenti tariffari, dall'altro intende ribadire il proprio ruolo nel controllo della regolazione del rapporto contrattuale tra parte pubblica, gli Ato, e quella privata, le società di gestione. In altre parole, vigilando sulla qualità dei corpi idrici, la Regione conferma il proprio compito di tutela della stessa risorsa idrica, uno tra i beni comuni più essenziali e in quanto tale da proteggere».
In effetti la restituzione di acque adeguatamente depurate ai corpi idrici recettori (fiumi, laghi e acque marine costiere) è una delle azioni necessarie per riqualificarli in modo che possano ospitare una ricca biodiversità ed essere fruibili anche per i vari usi antropici. Ora dal punto di vista operativo contando sullo stanziamento complessivo di 19,9 milioni, gli Ato entro giugno dovranno presentare i piani di intervento per adeguare e mettere a norma tutti quegli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati maggiori o uguali a duemila abitanti equivalenti. L'assessore però richiama anche il Governo alle sue responsabilità in merito al "bene comune" acqua: «L'auspicio è che anche da parte del Governo ci sia una netta presa di coscienza e quindi un cambiamento di rotta rispetto alle attuali posizioni schiacciate verso il rafforzamento del ruolo privato anziché di quello pubblico».