[13/05/2010] News toscana

Ora le tre regioni appenniniche possono ripartire con i loro parchi

PISA. Con la nomina dell'assessore  all'ambiente Renata Briano da parte della regione Liguria che si affianca così alla toscana Anna Rita Bramerini (Nella foto) e all'emiliana Freddi le tre regioni dell'accordo APE sono nella condizione di ripartire per mettere in pratica concordato poco prima delle elezioni.  Che riguarda in particolare i parchi e le aree protette di un territorio di grande importanza nazionale ed anche internazionale sia per il mare e la costa che  per la montagna.

Un territorio in cui si possono cogliere tutte quelle strette connessioni tra aree protette marine, fluviali, montane e problematiche forestali, agricole, paesaggistiche, nautiche, turistiche. Non è certo una caso che qui vi siano due delle tre regioni che fanno parte del Santuario dei cetacei che ha sede a Genova.

I parchi nazionali e regionali con tutte le altre aree protette si sono fatte da tempo carico di questo complesso impegno dotandosi anche di strumenti operativi  come il Centro studi sulle aree protette fluviali di Montemarcello-Magra a cui affiancherà presto quello nazionale sulle aree protette nella tenuta di San Rossore a Pisa  dove si svolge Parco libri giunto quest'anno alla sua quarta edizione. E non è certo un caso che qui si pubblichi da alcuni anni la rivista Toscanaparchi ed anche una Collana nazionale sulle aree naturali protette. Non può sorprendere quindi che qui si avvertano con crescente preoccupazione  rischi derivanti da una politica nazionale abborracciata che brilla per la sua latitanza come nel caso del Santuario ma anche per quel che si preannuncia specie in riferimento ,ad esempio, alla tutela della biodiversità il cui progetto nazionale che sarà discusso a giorni a Roma ignora praticamente il ruolo dei parchi e delle  aree protette. Come preoccupa ovviamente che il progetto di legge attualmente in discussione al Senato estrometta del tutto le regioni da qualsiasi competenza in materia di aree protette marine quando  una regione come la Liguria  ha saputo costruire aree protette marine  anche proprie più e meglio del ministero. E questo nel momento in cui si ciancia tanto di federalismo. Ecco perché ora che le tre giunte regionali sono a posto i parchi sono impazienti di rimettere a fuoco i loro molteplici impegni volti innanzitutto ad evitare nuovi e pesanti danni.

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