[24/05/2010] News

L'Europa si accorda con il Congo per ridurre il commercio illegale di legname

FIRENZE. L'Unione europea sceglie la strada degli accordi bilaterali per ridurre il commercio illegale di legname. La firma di un accordo di partenariato con il Congo (dopo quello già firmato con il Ghana nel 2009), permetterà solo al legname e prodotti derivati provvisti di una licenza che dimostri l'origine legale di entrare nell'Ue.

L'accordo entrerà in vigore dopo la ratifica di entrambe le parti e il via libera del Parlamento europeo. «Ridurre la deforestazione e lo sfruttamento illegale delle zone forestali - ha dichiarato Janez Potocnik, commissario europeo per l'Ambiente - è indispensabile per creare condizioni più favorevoli agli investimenti a lungo termine nella gestione sostenibile delle foreste. Mi auguro che altri Paesi aderiscano all'iniziativa dietro l'esempio del Congo».

Il Paese africano con cui l'Europa vuol ratificare l'accordo, ovviamente non è stato scelto casualmente: la Repubblica del Congo esporta ogni anno 250 milioni di euro di legname (e suoi derivati), di cui circa metà viene acquistata da Paesi dell'Unione europea. I principali importatori europei sono Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

Dal punto di vista ambientale l'industria illegale del legname ha un effetto devastante su alcune delle più importanti foreste del pianeta e sulle persone che dipendono da queste per la loro sopravvivenza. La deforestazione ha come conseguenza diretta la perdita di biodiversità e l'aumento delle emissioni di gas serra. Ma le attività illegali in questo settore sono deleterie anche dal punto di vista sociale visto che talvolta finanziano conflitti armati e incrementano la corruzione.

Per non parlare poi delle conseguenze economiche per i Paesi dove queste "attività commerciali" nascono: secondo una stima della Banca mondiale il commercio illegale di legname causa una perdita economica per i Paesi più poveri del Pianeta di oltre 15 miliardi di dollari l'anno. In questo quadro si sviluppa l'iniziativa dell'Ue che prevede di stabilire un Piano di azione ad hoc, per lo sviluppo di partenariati con i Paesi che vogliono combattere l'illegalità nel settore delle foreste e dimostrare che i prodotti che esportano non sono fuorilegge.

Altro obiettivo del Piano Ue è quello di sviluppare, nelle politiche commerciali, una legislazione che incoraggi gli importatori ad assumersi la responsabilità della provenienza del legname che acquistano, attraverso anche la "tracciabilità" delle merci con start up nei paesi di origine. La Repubblica del Congo sta allestendo questo sistema, sostenuto da un contributo europeo di due milioni di euro, a cui si aggiunge un cofinanziamento nazionale di oltre un milione.

L'Europa ha in corso negoziati con Camerun, Malesia, Indonesia, Liberia e Repubblica centroafricana, per lo sviluppo di questa politica.

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