
[27/05/2010] News
LIVORNO. Il presidente dell'Indonesia, Susilo Bambang Yudhoyono, ha annunciato che introdurrà una moratoria di due anni sulla deforestazione, una scelta coraggiosa, visto che il taglio delle foreste (legale e illegale) è una delle attività più importanti del Paese, ma contribuisce pesantemente alle emissioni di gas serra che l'Indonesia si è impegnata a ridurre fortemente.
Yudhoyono ha dato l'annuncio durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg in occasione dell'International deforestation conference in corso ad Oslo: «Noi attueremo una moratoria di due anni, durante la quale bloccheremo la riconversione delle torbiere e delle foreste».
La decisione fa parte di un accordo Indonesia-Norvegia che prevede che il Paese scandinavo investirà un miliardo di dollari nella salvaguardia delle foreste dell'immenso arcipelago asiatico, che ospita una delle più grandi foreste pluviali del mondo insieme all'Amazzonia ed al Bacino del Congo, un vero e proprio "polmone" ed uno dei più grandi "pozzi" di Co2 del nostro pianeta.
Secondo l'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) dell'Onu, la deforestazione é responsabile del 17% delle emissioni globali di gas serra, più di tutti I mezzi di trasporto del mondo messi insieme. L'Indonesia avrà così i dollari necessari a fermare le motoseghe e le piantagioni di palme che stanno sbranando e bruciando le sue foreste ad un ritmo che secondo Greenpeace equivale a 300 campi di calcio all'ora. L'Indonesia, insieme alla Malaysia, con cui condivide la grande isola del Borneo, produce l'80% dell'olio di palma del mondo, che noi utilizziamo per fare cosmetici, cibo, dolciumi e bio-carburante.
Secondo i negoziatori norvegesi la moratoria (che non fa parte del programma Redd Plus) dovrebbe entrare in vigore immediatamente. Hans Brattskar, che dirige l'International Climate and Forest Initiative del governo norvegese, non si nasconde all'Afp che «C'è ovviamente un sacco di disboscamento illegale. Ma la conversione delle foreste e le torbiere in piantagioni e per uso industriale, in particolare per la produzione di carta e di olio di palma, rappresenta una parte molto grande della deforestazione in Indonesia. È quindi importante sottolineare il coraggio delle autorità indonesiane nel privarsi di potenziali fonti di reddito future». .
Alla conferenza di Oslo Yudhoyono ha spiegato che «E' difficile trovare il giusto equilibrio tra gli interessi socio-economici del mio popolo e la lotta contro il cambiamento climatico». L'accordo prevede che la Norvegia avvierà il sostegno alla lotta alla deforestazione in Indonesia aiutando il Paese ad istituire un meccanismo di controllo, e dal 2014 i finanziamenti saranno condizionati dai progressi reali che il governo di Jakarta riuscirà a fare riguardo alla reale salvaguardia di foreste e torbiere: «Il sistema permetterà alla Norvegia di pagare all'Indonesia un importo fisso per tonnellata di CO2 di emissioni ridotte attraverso la conservazione delle foreste pluviali. Il sistema pay-per-result incoraggia la responsabilità - ha avvertito Stoltenberg - Se la deforestazione non sarà ridotta, noi non pagheremo Se si ridurrà la deforestazione, pagheremo».
Mark Tercek, presidente di Nature Conservancy, ha detto di sperare che l'esempio della Norvegia venga seguito da altri Paesi. Gli aiuti norvegesi all'Indonesia proverranno dai tre miliardi di corone (375 milioni di euro) che il Paese mette da parte ogni anno per combattere la deforestazione in tutto il mondo. La Norvegia investe parte dei ricavati delle sue risorse petrolifere e gasiere ed ha stipulato accordi simili a quello indonesiano anche con Brasile e Guyana e sta trattando con il Messico.
Ad Oslo la Germania ha annunciato che darà un contributo di 500 milioni di dollari per far partire davvero il programma Redd Plus (Reducing emissions from deforestation and degradation), una delle poche iniziative sulle quali è stato trovato un accordo al summit di Copenhagen dell'Unfccc.
Il Redd Plus così dispone di 4 miliardi di dollari, visto che Francia, Norvegia ed altri quattro Paesi avevano già stanziato 3,5 miliardi dollari: Secondo Stoltenberg la conferenza risolverà gli ultimi dettagli del programma. Il problema è che non esiste nessun obiettivo finanziario ufficiale per il Redd Plus, anche se il ministro dell'ambiente brasiliano, Carlos Minc, ha detto di sperare che dalla conferenza di Oslo si esca con un fondo di almeno 6 miliardi dollari.