[31/05/2010] News

Ricomincio da trenta di Alberto Fiorillo, Marco Fratoddi e Sebastiano Venneri

Ricomincio da trenta. Sfide, battaglie e buone idee per il futuro dell'Italia. Più che un libro è un colorato e vivace album di famiglia dell'Italia vista attraverso i 30 anni di vita della sua più diffusa ed attiva associazione ambientalista. 128 pagine che raccontano in 270 immagini, srotolando una inedita timeline, la storia recente di un Paese vista attraverso gli occhi verdi di Legambiente, con quello "strabismo di Venere" che ci ha abituato alle lotte ad ecomostri, abusi edilizi, inquinamento di mari e fiumi, smog e fabbriche killer, ogm e nucleare, ecomafia e corruzione, ma anche a "voler bene all'Italia"ed a pulire il mondo, alla green e soft economy, ai piccoli comuni, alle lotte in favore dell'eolico e delle energie rinnovabili, per la mobilità sostenibile, alla valorizzazione del cibo di qualità e dell'ecoturismo, alle golette verdi ed alle campagne di volontariato che denunciano e valorizzano.

Un susseguirsi di storie di personaggi che hanno fatto la storia dell'ambientalismo italiano, ma anche di storie locali, di buone pratiche di impegno quotidiano, di intuizioni e sconfitte, di un'associazione che in trenta anni di vita pericolosa è riuscita ad intrecciare come nessun'altra le sue storie a quelle del Paese, ad essere riconosciuta, stimata dalla gente come forse nessun'altra Ong ambientalista.

Il libro ci spiega cosa è cambiato e cosa no nel nostro Paese, cosa sembrava cambiato e cosa dovrebbe cambiare: «Negli ultimi anni i nostri temi, anche grazie a noi, sono diventati attuali per la maggioranza della popolazione, hanno molto a che fare con l'interesse generale e stanno dando il segno alle grandi sfide della contemporaneità - scrive il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza nella sua prefazione - La nostra forza, lo dimostra questo libro, è nel saper tenere i piedi nel territorio senza perdere di vista l'interesse generale. Questi sono, e sempre più dovranno essere, i nostri circoli. Ci siamo posti davanti al cambiamento senza preclusioni ideologiche, sapendolo cogliere prima di altri. Ed è in nome dell'interesse generale che oggi ci schieriamo contro il nucleare... Ma questo è un capitolo ancora da scrivere».

Ed è proprio dall'uovo della lotta contro il nucleare che 30 anni fa nasceva l'anatroccolo, l'allora Lega per l'Ambiente dell'Arci, che diventerà il temuto Cigno verde. Fa impressione leggere sul libro l'intervento "terzomondista" del primo presidente della neonata associazione, Chicco Testa, nostalgico di quella Lega per l'ambiente «di sinistra, molto di sinistra», ma che vorrebbe tornare indietro proprio per correggere quello che ritiene "un errore" di nascita, il no al nucleare, che invece sta diventando nuovamente la frontiera avanzata delle battaglie della sua (ex) associazione.

La parabola filo-nucleare di Testa è (al contrario) anche quella delle coerente testardaggine della Legambiente forgiata da Ermete Realacci e Roberto Della Seta, di una tattica che si ciba di strategia e di una visione e di un racconto del Paese, che lega tutto con un filo verde, duttile e forte, che Legambiente ha chiamato "ambientalismo scientifico". Un filo che percorre il libro che collega le vecchie storie di un'Italia scomparsa ai giovani a cui tocca vivere nel tramonto del berlusconismo e nel presente della politica marketing.

Sfogliando il libro storie e destini si intrecciano e danno l'idea di un grande organismo vivo e plurale, di una solidarietà tra diversi e dell'orgoglio di essere italiani diversi, che non accettano con fatalismo i difetti dell'italianità, che rivendicano un'alterità come seme di una nuova cittadinanza e di un nuovo umanesimo che abbia al centro l'ambiente come motore di democrazia, giustizia e benessere per l'uomo e gli altri esseri.

Gente tosta, che sfida mafie e poteri forti, ma capace anche di intese, compromessi, progetti, pratiche virtuose, un'associazione sempre più femminile che, come dice Cogliati Dezza, vuole «Capire il futuro per cambiare il presente», e non era scontato che il Cigno fosse ancora qui a beccare, dopo trenta anni che hanno sconvolto la vita politica italiana, cancellando tutti partiti che hanno fatto la storia della Repubblica e la Costituzione.

«Siccome eravamo convinti, siamo stati convincenti», dice la giornalista televisiva Luisella Testa, e Giovanni Valentini di Repubblica svela con tre parole il trucco di questa giovane longevità del Cigno Verde: «Intransigenti, pragmatici, sostenibili».

Dopo 30 anni l'album di famiglia rivela la foto finale di un'associazione tosta, affacciata senza paura sul futuro in un'epoca di frontiera. Più che una foto di gruppo un puzzle ben riuscito di cuori e cervelli, storie e speranze che ritroverete leggendo gli interventi di Andreotti, Barillà, Bianchi, Cederna, Cianciullo, Cirri, Cogliati Dezza, Conti, Costanzo, Della Seta, Farruggia, Ferrante, Foa, Fontana, Furlan, Gelisio, Giovenale, Gubbiotti, Guidobaldi, Maranò, Mattioli, Menduni, Mira, Muroni, Pallucchi, Pinchera, Poggio, Realacci, Renzi, Rovera, Scalia, Serafini, Solibello, Tonzar ed anche di due redattori di Greenreport: Lucia Venturi ed Umberto Mazzantini... e di tanti altri, protagonisti, amici e compagni di viaggio dei primi 30 anni di vita del Cigno Verde.

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