[04/06/2010] News
LIVORNO. Un titolo e un articolo di BigHunter.it hanno seminato lo sconcerto nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. Il sito dei super-cacciatori specializzato nel fare (a modo suo) le pulci agli odiati ambientalisti titola trionfante: "Parco dei Monti Sibillini: nuovo presidente Franco Perco, Cacciatore e zoologo", in parecchi si sono chiesti ma che fine ha fatto il presidente del Parco Massimo Marcaccio, assessore all'ambiente della provincia di Ascoli Piceno, nominato dal ministro dell'ambiente il 16 luglio 2007 e che quindi avrebbe dovuto restare in carica per cinque anni fino al 16 luglio 2012? Perché il ministro Stefania Prestigiacomo lo avrebbe rimosso dal suo incarico senza nemmeno dargli gli 8 giorni? Di quale "colpa" si sarebbe macchiato? Le Regioni Marche ed Umbria, che devono dare un parere obbligatorio sulla nomina del presidente del parco nazionale, sono d'accordo con la sua sostituzione così repentina con Perco?
Per svelare questo nuovo mistero basta leggersi un comunicato del gennaio scorso dell'Ente Parco: «Durante la seduta del consiglio direttivo dello scorso 21 gennaio, sono stati individuati i tre candidati alla direzione dell'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini; la terna di nomi è stata sottoposta, così come previsto dalla legge quadro sulle aree protette, al Ministro dell'Ambiente che potrà procedere, in tal modo, alla nomina del nuovo direttore. Ecco i tre nominativi che il consiglio direttivo ha indicato, all'unanimità, dopo avere esaminato i curricula professionali contenuti nelle 21 domande pervenute al Parco da tutta Italia: Alfredo Fermanelli, Direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 1998, Dario Furlanetto, attuale direttore del Parco del Ticino, e Franco Perco, autorevole esperto nella gestione della fauna e presidente onorario dell'Associazione italiana gestione faunistica».
Quindi non di presidente si tratta, ma di direttore, di un tecnico, del funzionario di più alto grado del parco che, appunto, viene scelto in questo modo e che non ha il potere "politico" nel quale sperano i cacciatori, ma dovrà applicare semplicemente la "odiata" legge 394/91 (che vieta la caccia nei parchi e consente abbattimenti selettivi autorizzati secondo criteri scientifici dall'ex Infs oggi Ispra) e le linee di gestione dell'area protetta dategli dal (vero) presidente Marcaccio e dal suo Consiglio direttivo che comprende 2 ambientalisti, 2 esponenti delle università e del mondo della ricerca, 2 consiglieri di nomina del ministero dell'ambiente, 1 del ministero dell'agricoltura e 5 rappresentanti della Comunità del Parco.
La proposta fatta all'unanimità al ministro di una rosa di 3 nomi che comprendeva anche Perco dimostra che da parte di tutte le componenti del Direttivo del Parco (ambientalisti compresi) non c'era affatto quella preclusione pregiudiziale verso il settantenne zoologo friulano, un professionista di provate capacità, solo perché ha anche la passione per la caccia ed è stato dirigente di Federcaccia, un preguidizio del quale troppo spesso si lamenta Big Hunter.
Al dottor Franco Perco, nuovo direttore del Parco nazionale dei Monti Sibillini, vanno quindi i complimenti di greenreport per la sua nomina e gli auguri che riesca applicare al meglio la legge quadro sui parchi (compresa una corretta gestione degli ungulati dei quali è un grande esperto) negli splendidi Monti Sibillini.