[07/06/2010] News toscana

Arezzo si candida per ospitare l'Hub di riferimento per l'Italia centrale

FIRENZE. Nella terminologia delle reti informatiche un hub (fulcro) è un dispositivo che   concentra e smista dati verso una rete di comunicazione. Il termine si presta per l'individuazione di spazi di lavoro dinamico, luoghi fisici dove innovatori e imprenditori sociali possono trovare accesso alle giuste risorse, connessioni, conoscenze ed esperienze. Attualmente questi luoghi dove si incrociano domanda e offerta per processi e prodotti innovativi ad alto valore tecnologico sono due, Londra e  Milano.

A breve aprirà a Roma un terzo spazio, ed Arezzo ha buone possibilità di ospitare l'Hub di riferimento per il centro Italia, grazie alla spinta dell'assessore all'innovazione tecnologica del comune, Emiliano Cecchini (Nella foto) «Un altro mondo non è solo possibile: è all'orizzonte ed è nostra intenzione creare uno spazio fisico che consenta di accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili, individuare opportunità di mercato e costruire esperienze. Nel nostro territorio abbiamo la possibilità di unire l'Hub con la rete di imprese innovatrici che prenderanno sede nel Polo Digitale che potrà diventare così non un mero e avaro distretto industriale, ma un centro di creatività e di eccellenza. Un contributo importante alla crescita delle nostre imprese che si troveranno continuamente stimolate da un clima culturale performante».  

Con lo slogan  "per chi sa che un altro mondo è possibile" e partendo dall'esperienza di Milano, il progetto è ora in fase preliminare ed è aperto a tutti i contributi provenienti da mondi "diversi" (imprenditori, operatori del terzo settore, liberi professionisti, giovani studenti) ma con attenzione all'economia "green". «Vogliamo creare uno spazio che combini il meglio di un club privato, di un incubatore per imprese sociali, di un ufficio high-tech e di un think tank- ha continuato l'assessore- uno spazio immerso in una rete internazionale, un ambiente che risponda al crescente bisogno di creare un futuro più etico e realmente sostenibile. Un ambiente di crescita e apprendimento dove l'unica costante è il cambiamento» ha concluso Cecchini.

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