[08/06/2010] News

Parco del Gran Paradiso: dimezzato l’accumulo nevoso sul ghiacciaio del Grand Etrét

TORINO. Chi dice che il riscaldamento globale è una fiaba e lo dimostra in Italia con il maltempo dello scorso inverno e della ancora non conclusa primavera, forse dovrebbe ricredersi, almeno a sentire quel che dice l'ente parco nazionale del Gran Paradiso: «Si è dimezzato, rispetto allo scorso anno, l'accumulo nevoso medio misurato sul ghiacciaio del Grand Etrèt, alla testata della Valsavarenche nel Parco Nazionale Gran Paradiso» a dirlo è Una nota del parco spiega che, secondo i risultati dell'indagine, condotta dal servizio di sorveglianza in collaborazione con il Dipartimento di scienze della terra dell'università di Torino ed il Dipartimento territorio, ambiente e geotecnologie del Politecnico di Torino, «Dopo l'accumulo nevoso eccezionale del 2009, i dati sono ritornati ai valori medi riscontrati negli ultimi anni. Nell'arco della stagione invernale le precipitazioni sono state più uniformi ed hanno fatto registrare un accumulo medio di 3,35 metri rispetto ai quasi 6 metri riscontrati lo scorso anno. Anche l'accumulo specifico è risultato essere di quasi 1,5 metri, circa la metà di quello fatto registrare lo scorso giugno. Sul ghiacciaio sono giunti 795.163 metri cubi di acqua attraverso le precipitazioni nevose dall'ottobre del 2009 ad oggi».

Già a partire dal 1999, il ghiacciaio del Grand Etrèt, chiude la testata della Valsavarenche, è stato scelto come "ghiacciaio campione" per misurare il bilancio di massa si tratta infatti di una delle masse  glaciali più adatte all'applicazione per la sua estensione di 0,564 km2, significativa ma non eccessiva e per l'esposizione a nord-ovest e perché è alimentato prevalentemente da nevicate dirette che si riversano sulla sua inclinazione "moderata" di 20 gradi.

Il parco nazionale effettua periodicamente ricerche e monitoraggi sui 59 ghiacciai presenti nell'area protetta i dati sul  Grand Etrèt sono il frutto dalle rilevazioni effettuate da due squadre di guardaparco che hanno scavato sette pozzi da neve per eseguire le misure glaciologiche tramite apposite paline per il rilievo dei dati. L'accumulo viene misurato prima del termine della stagione primaverile, quando di solito cessano le precipitazioni nevose ed iniziano i fenomeni di fusione. La densità della neve è stata rilevata ogni 20 cm lungo tutta la profondità dei pozzi, una procedura che permette di ottenere dati precisi per ogni pozzo con una densità media di 432 kg/m3.

La ricerca ha una grande importanza anche per le modalità in cui viene svolta a livello ambientale, il parco spiega infatti che «Il lavoro dei guardaparco da 11 anni viene condotto ad impatto zero, per le rilevazioni infatti non vengono utilizzati elicotteri, ma solamente l'ausilio degli sci o a piedi con i ramponi.

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