
[15/06/2010] News
LIVORNO. Il Marocco ha selezionato ben 180 candidati alla realizzazione entro il 2015 di una centrale solare a Ouarzazate, una località a 510 km a sud della capitale Rabat, che dovrebbe costare 70 miliardi di dirham (9 miliardi di dollari). Tra l'affollato plotone di pretendenti ci sono tedeschi, americani, cinesi, francesi, spagnoli, portoghesi... ma tutti dovranno aspettare la selezione finale prevista a novembre per sapere se potranno partecipare o se verranno esclusi.
A marzo l'Agence marocaine de l'énergie solaire (Moroccan Agency for solar energy - Masen) aveva lanciato un bando internazionale per la realizzazione di un primo sito per fotovoltaico da 500 megawatt (MW), per una produzione annua di 1.150 GWh, su una superficie enorme: 2.500 ettari. La realizzazione fa parte di un grande progetto presentato il 2 novembre 2009 a Ouarzazate dal re Mohammed VI del Marocco in persona e che prevede di installare impianti per 2.000 MW totali su una superficie di 10.000 ettari. Oltre ad Ouarzazate saranno interessate le città di Laâyoune, Boujdour, Tarfaya e Aïn Beni Mathar.
Il progetto di Aïn Beni Mathar (Nella foto), la prima centrale termo-solare a ciclo combinato del mondo, 472 MW, dei quali 20 MW solari, è in via di realizzazione a 86 km a sud della città di Oujda dal gruppo spagnolo Abengoa ed è finanziato dalla Banca africana di sviluppo (Bad), dal Global environment facility (Gef) e dall'Office national de l'électricité (One), e fornirà l'8,5% della produzione elettrica nazionale con una punta del 10% la sera. L'impianto occuperà 160 ettari e il "campo solare" 88 ettari. Il tutto dovrebbe costare 4,6 miliardi di dirham.
Tutte insieme le cinque centrali dovrebbero coprire entro il 2020 almeno il 10% della richiesta di energia del Marocco e rappresentare il 42% dell'energia rinnovabile prodotta nel Paese. Secondo il dipartimento dell'energia «il progetto eviterà l'emissione di 3,7 milioni di tonnellate di CO2 all'anno». Il Marocco punta decisamente a sfruttare la sua posizione strategica per diventare la "piattaforma elettrica internazionale" ed il fornitore principale di energia fotovoltaica all'Europa, proponendosi come "ponte" per il passaggio di energia dai Paesi del sud del Mediterraneo, e in particolare dell'enorme potenzialità del fotovoltaico del Sahara, verso l'Ue.
Il Marocco è avanti rispetto ai Paesi del Magreb perché si è già dato un quadro legislativo per le energie rinnovabili ed ha adottato una legge sull'efficienza ed i risparmio energetici che punta ad una riduzione dei consumi di energia dell'8% entro il 2012 e del 15% entro il 2030. Il tutto in un quadro in sviluppo economico e con una forte crescita demografica. Per questo è stata creata la Masen che si occupa della progettazione, dello studio e della realizzazione degli impianti e anche della scelta degli operatori e del controllo della gestione e delle attività legate al loro sviluppo. La Masen deve dar prova di capacità, efficienza e di impermeabilità alla corruzione, visto che il Marocco ospiterà due dei maggiori progetti dell'Unione europea per l'energia fotovoltaica:Transgreen e Desertec.
Il sole potrebbe essere la svolta per un Paese che attualmente importa il 97% dell'energia di cui ha bisogno, il 61% del quale è rappresentato dal petrolio (con un aumento dei consumi del 22% nel 2010). Con questi progetti la dipendenza energetica dovrebbe calare all'85%, con un risparmio di un milione di tonnellate equivalenti di petrolio all'anno, e da 500 a 700 milioni di dollari. Per il suo sviluppo sostenibile il Marocco punta non solo sul solare ma anche sull'eolico con un programma che 1.500 MW prodotti con il vento e un investimento da 1,5 miliardi di dollari, ma la potenzialità dell'eolico marocchino sarebbe di 25.000 MW. Per ridurre la sua fattura petrolifera il Marocco ha previsto di investire 393 milioni di euro nel 2009 che dovrebbero schizzare a 800 milioni nel periodo giugno 2009 - giugno 2010. Intanto il Marocco continua ad elettrificare le zone rurali : fino ad oggi, grazie all'energia solare, é stata portata la luce a circa 100.000 famiglie.