[15/06/2010] News

Legambiente con i lavoratori della Vinyls: il futuro della chimica è verde

CAGLIARI. Oggi i lavoratori della Vinyls di Porto Torres sono al ministero delle Sviluppo economico per cercare di capire come uscire da una crisi che li ha trasformati in auto reclusi sull'isola dell'Asinara. Legambiente, che li ha sempre appoggiati e che con loro ha organizzato un primo maggio di solidarietà, è convita che il nostro Paese debba restare un presidio strategico della chimica europea, ma che lo debba fare «puntando sulla sostenibilità e sull'innovazione di processo e di prodotto sia per le grandi aziende, sia per la piccola e media impresa di settore».

Il Cigno verde si dice «Assolutamente a favore di un futuro italiano per la chimica, minacciato più dall'assenza di strategia da parte del governo e dalla pigrizia innovativa di diverse aziende piuttosto che dalla normativa ambientale o dalle pressioni del popolo inquinato. A patto che si mettano in campo azioni concrete sul territorio per una progressiva riduzione degli impatti ambientali. La nostra filiera del cloro è da tempo a rischio smobilitazione e rischia di trasferire i suoi impianti in Paesi meno esigenti sotto il punto di vista normativo, ambientale e sociale. Un rischio che non riguarda solo gli impianti del ciclo del cloro ma anche altre filiere della chimica italiana che faticano a competere sul mercato internazionale, "aggredito" dai Paesi con economie emergenti».

Il caso Vinyls in questo senso è emblematico e molto preoccupante anche per il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani: «Le gravi difficoltà vissute dalla chimica italiana non devono far pensare alla delocalizzazione degli impianti verso Paesi meno esigenti sotto il punto di vista ambientale e sociale, ma devono essere vissute come un'opportunità per rilanciare la competitività delle produzioni degli impianti italiani, scommettendo sulla chimica verde. Serve una forte e innovativa politica industriale da parte delle aziende chimiche da una parte e del Governo dall'altra, che fino ad oggi non c'è stata viste le condizioni in cui versa il settore nel nostro Paese».

E, per fare un esempio calzante dell'assenza di politiche governative virtuose gli ambientalisti ricordano che in Italia stiamo ancora aspettando dal ministero dello sviluppo economico il programma sperimentale per la progressiva riduzione degli shopper non biodegradabili che potrebbe servire a costruire la filiera delle bioplastiche. Una cosa previsto dalla legge finanziaria del 2007 e che Scajola prima e il neo-ministro ad interim Silvio Berlusconio oggi si sono ben guardati dal fare.

Il problema secondo Legambiente è che «La normativa ambientale viene ritenuta dalle maggiori aziende chimiche italiane troppo ridondante e penalizzante. Le loro critiche hanno accompagnato, ad esempio, tutto l'iter parlamentare del Reach, il nuovo Regolamento europeo sulla registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche. Le nuove norme sono state vissute come l'ennesima iattura per un settore già in grande difficoltà e non come un'opportunità di rilancio, come invece potrebbe essere, in virtù dell'implicito obbligo verso l'innovazione di processo e di prodotto. Il rilancio della chimica deve passare attraverso l'innovazione, la ricerca, il ripensamento delle tecnologie produttive, finalizzati ad una maggiore sostenibilità ambientale, obbligate, perché no, anche dalle nuove normative sempre più stringenti».

Lo sa bene dichiara Vincenzo Tiana, il presidente di Legambiente Sardegna che ha visto passare la fase "eroica" e ora vive la crisi della chimica sarda: «Siamo convinti che la soluzione migliore sia battersi perché l'industria non sia più quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Siamo con i cassintegrati della Vinyls di Porto Torres per chiedere che gli impianti vengano riavviati immediatamente, al fine di impedire il loro degrado, e siano intraprese tutte le iniziative, sollecitando un ruolo da protagonista delle grandi aziende chimiche, a partire dall'Eni, per il rilancio e l'ammodernamento del settore chimico in Sardegna e in Italia».

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