[18/06/2010] News
FIRENZE. Come noto anche l'agricoltura italiana deve dare il suo apporto al conseguimento degli obiettivi fissati dall'Unione europea per le rinnovabili utilizzando auspicabilmente risorse "Made in Italy" da filiera corta. Nel quadro interessante dei molti progetti che stanno nascendo anche nel settore dei biocarburanti, particolarmente innovativo per dimensione e caratteristiche è quello reso possibile dalla collaborazione tra Coldiretti, Consorzi agrari d'Italia, PowerCrop e il gruppo Maccaferri.
Per la prima volta nel nostro Paese sarà prodotta energia elettrica sufficiente per le esigenze di 350 mila famiglie, utilizzando esclusivamente semi di oleaginose come il girasole e legno dei pioppi coltivati in 80 mila ettari di campi nazionali grazie alla prima filiera agro energetica al 100% italiana.
L'iniziativa dal "seme alla lampadina", che ha avuto già il via libera per decreto dal Ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, è stata presentata alla sesta edizione del Forum "Green economy", organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti.
«L'accordo - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - consente di realizzare una filiera energetica tutta italiana a forte coinvolgimento agricolo, con un meccanismo di remunerazione della materia prima trasparente ed atto a consentire un reddito stabile per le imprese nel medio e lungo periodo».
L'attività degli impianti per la produzione di energia elettrica, collegati alla riconversione degli ex zuccherifici dell'Eridania Sadam, sarà alimentata ogni anno dalla fornitura di 400 mila tonnellate di cippato di pioppo e di 160 mila tonnellate di semi di oleaginose, come il girasole, provenienti esclusivamente dalle aree agricole presenti nell'arco di 300 chilometri dagli stabilimenti, per un periodo di 15 anni. Questo rappresenta un po' il limite del progetto: un raggio di 300 chilometri non si può proprio considerare "filiera corta".
Visto che gli impianti sono diffusi sul territorio forse era possibile restringere il raggio di provenienza del combustibile. Interessanti comunque gli obiettivi di carattere economico-occupazionale: l'impegno riguarda 500 milioni di euro di investimenti industriali negli impianti, con una ricaduta economica sul settore agricolo di 1,5 miliardi di euro nell'intero periodo ed un impatto occupazionale superiore a 4 mila unità a tempo pieno, tra lavoratori diretti e indiretti.