[23/06/2010] News

I russi smentiscono Lukashenko: «transito del gas verso l'Ue normale» e tagliano il 60% alla Bielorussia

LIVORNO. «Il transito di gas via Bielorussia è integralmente assicurato, i consumatori europei non hanno alcun problema con le forniture», così oggi il capo di Gazprom Alexei Miller ha smentito il presidente della Bielorussia Alexandr Lukashenko (nella foto con Berlusconi) che appena ieri aveva annunciato al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov di aver ordinato l'interruzione del passaggio del gas russo fino a che Gazprom non pagherà il suo debito per le tasse di transito che valuta in 220 milioni di dollari.

Il problema è che fino ad ora Minsk ha con Gazprom circa 200 milioni di dollari di debito per forniture di gas non pagato e che il rubinetto ce lo hanno in mano i russi che lunedì lo hanno chiuso al 15%, ieri al 30% ed oggi al 60%, avvicinandosi rapidamente al taglio dell'85% promesso se il debito bielorusso non verrà rimborsato. Infatti oggi un comunicato di Gazoprom ha avvertito che «A partire dalle 10,00, ora di Mosca, le forniture sono ridotte del 60%"».

Le minacce dell'ultima dittatura europea non spaventano certo i russi che sanno che senza il loro sostegno, e nonostante i recenti tentativi di trovare sponde in Paesi dell'Ue come l'Italia, il regime di Lukashenko crollerebbe come un castello di carte. Non a caso i russi hanno una nuova arma da giocare in questa nuova guerra del gas: l'Ucraina normalizzata e nuovamente alleata dopo l'effimera rivoluzione arancione filo-occidentale. Il primo ministro di Kiev, Nikolai Azarov, ha detto ai giornalisti che «L'Ucraina potrebbe aumentare il transito di gas russo per prevenire un'eventuale interruzione delle forniture verso l'Europa a causa del litigio gasiero tra Mosca e Minsk. Si tratta da 15 a 20 miliardi de m3 all'anno».

In Ucraina entrano 287,7 miliardi di m3 di gas dalla Russia e ne escono 178,5 miliardi, assicurando così l'80% del transito del gas russo verso l'Ue. Il restante 20% delle importazioni di gas russo dell'Ue passano proprio dalla Bielorussia, in attesa del gasdotto Noth Stream che potrebbe "seccare" le pipeline bielorusse trasportando il gas sotto il mar Baltico direttamente in Germania. Forse il nervosismo di Lukashenko dipende anche dalla paura che il gas russo, una vera e propria flebo che tiene in vita il suo regime dittatoriale, non scorra più nelle condotte del suo Paese.

La Commissione europea ha convocato per oggi una riunione d'urgenza e la portavoce per le questioni energetiche dell'Ue, Marlene Holzner, ha annunciato che «Il primo incontro tecnico avrà luogo con la partecipazione dei rappresentanti bielorussi». Secondo la Holzner una chiusura dei gasdotti in Bielorussa potrebbe riguardare fino al 6,25% del consumo totale dell'Ue.

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