[23/06/2010] News toscana
LIVORNO. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi non ha ancora dato una risposta sul progetto del rigassificatore di Rosignano e non vuole incontrare il fronte del no al progetto della Edison. Questo almeno secondo i rappresentanti del comitato che a Rosignano continua a studiare numeri, cartografie e a lavorare per opporsi a quello che potrebbe essere, dopo quello della Olt a Livorno, il secondo impianto di rigassificazione del Gnl della provincia.
Un primo appuntamento in Regione, è stato fissato il 15 luglio in Commissione ambiente, ma di vedere il presidente per cercare di capire quali sono le sue intenzioni, al momento non se ne parla. «Abbiamo tentato di coinvolgere alcuni consiglieri regionali sensibili a questo problema, ma non c'è stato niente da fare» spiega Giacomo Luppichini consigliere comunale A Sinistra per Rosignano e membro del Comitato.
Sul tappeto ci sarebbero ancora molte questioni da affrontare. Prima tra tutte, il rispetto del Pier. E qui Luppichini chiede un passo avanti. «O si modifica il documento, oppure si rispetta e si boccia l'impianto - spiega il consigliere - Non va dimenticato che nel novembre scorso, uno degli ultimi atti della giunta Martini, fu la delibera che riaffermava i punti cardine del piano, e quindi un solo rigassificatore nella provincia di Livorno».
Le perplessità non finiscono qui: «il piano industriale sembra del tutto assente, e il progetto appare parziale e privo di tutta una serie di garanzie per la sicurezza dei cittadini». Secondo il Comitato le ricadute occupazionali, stimate nell'ordine di circa 50 nuovi posti di lavori, non sarebbero infatti tali da giustificare quello che per loro «è uno stravolgimento del territorio dove si pensa di installare due giganteschi serbatoi da 160 metri cubi Gnl».
Edison ha anche previsto l'allungamento del pontile di Vada fino a 2 km, l'attracco per metaniere lunghe 200-250, con fasce di 2-3 km intorno alla testa del pontile e l'installazione di tubazioni criogeniche del metano a -160°C e dell'etilene a - 105°C. Ancor più significativo, in termini di sicurezza, sarebbe il mancato coinvolgimento delle Ferrovie dello stato. «Dopo quello che è successo a Viareggio, si continua a pensare di far transitare a Rosignano treni carichi di gas» continua Luppichini.
In attesa del pronunciamento del ministero dell'Ambiente (che deve concedere la Via) sono queste le perplessità dei contrari al rigassificatore. «Rossi ci accolga. A questo punto, vorremmo sapere cosa ne pensa» conclude Luppichini. (cp)